Storie Web mercoledì, Ottobre 28

Un cane robot che risponde alle domande e uno schermo che compone immagini ruotando tessere colorate: questi sono solo alcuni dei progetti realizzati negli ultimi mesi da chi ricorre ad Arduino per trasformare idee in oggetti. Nata in Italia nel 2005, Arduino è una piattaforma di elettronica e programmazione open-source che permette di collegare sensori, luci, motori e altre componenti a una scheda programmabile e quindi realizzare, direttamente a casa, dispositivi capace di recepire informazioni, elaborarle e svolgere azioni. Le diverse comunità in rete e i tutorial disponibili, hanno inoltre contribuito all’aumento dei maker e appassionati che realizzano e condividono le loro invenzioni: stando ai dati diffusi da Arduino, i progetti pubblicati su Project Hub sono quasi raddoppiati nell’ultimo anno, mentre i download delle librerie sono aumentati di circa il 50%, raggiungendo oltre 244 milioni di download negli ultimi 12 mesi.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Tra le creazioni più curiose c’è il «mouse droid» realizzato da Cass, autrice del canale YouTube @heychaostheory: si tratta di una versione personalizzata dell’MSE-6, il robot a forma di scatola che compare nell’universo di Star Wars. Il guscio, realizzato tramite stampa 3D e decorato, integra ruote, batteria, una coppia di motori, sensore a ultrasuoni e una scheda Arduino UNO Rev 3. Può muoversi in autonomia evitando ostacoli, anche se la funzionalità più interessante è la modalità “party”: il robot ruota, riproduce musica e accende i led come fosse una discoteca in miniatura.

Più sofisticato è Nuvi: il compagno da scrivania presentato lo scorso settembre da Luca Di Lorenzo, noto nella community della piattaforma come LucaDilo. Alto meno di 30 centimetri e dotato di un display che mostra il suo stato d’animo attraverso gli occhi animati, il robot basato sull’intelligenza artificiale muove orecchie, braccia e testa e reagisce quando viene toccato; Nuvi inoltre percepisce quando qualcuno si avvicina, è in grado di rispondere a voce e ballare. Al suo interno monta Arduino Uno Q affiancato da un microcontrollore per i movimenti a un sistema capace di gestire programmi più complessi. La capacità di conversare è affidata a Gemini e alla connessione internet; la sintesi vocale, invece, può funzionare direttamente sul dispositivo. Nota curiosa: a ispirare il progetto è stato Kaito, uno Shiba Inu di un dipendente che presta servizio presso gli uffici di Arduino a Torino.

Non tutte le invenzioni somigliano a un robot. P.A.R. (acronimo di Pixel Art Robot), per esempio, è una sorta di schermo meccanico capace di riprodurre testi e immagini senza utilizzare un comune display. Ideato dal maker Zimm, il dispositivo è composto da 666 piccole tessere quadrate, nere su un lato e azzurre sull’altro, disposte in una griglia di 37 colonne e 18 righe. Il funzionamento è facile da spiegare: come i pixel di uno schermo, ogni tessera contribuisce a formare un’immagine ma anziché illuminarsi cambia colore girando su sé stessa, grazie a un meccanismo che scorre dietro il pannello e, attraverso un perno, capovolge le tessere una alla volta seguendo il disegno da riprodurre. A coordinare i movimenti è una Arduino Nano ESP32 e un sensore riconosce il colore della tessera già visibile per evitare operazioni non necessarie; ovviamente il processo richiede più tempo rispetto a uno schermo digitale ma permette di osservare un disegno prendere forma.

Un’altra invenzione interessante guarda ai videogiochi del passato. Il gruppo Zalmotek ha costruito una console portatile basata su Arduino Uno Q e dotata di display, pulsanti, joystick e una scocca stampata in 3D. Il progetto sfrutta RetroArch per l’emulazione e non richiede la progettazione di circuiti personalizzati né saldature, infatti, i vari moduli si collegano attraverso dei cavi già pronti. Il risultato è una console meno compatta rispetto ai modelli in commercio ma il vero punto interessante del progetto sta nella possibilità di costruirla da zero, comprenderne il funzionamento e personalizzarla, modificando le componenti in base alle proprie esigenze.

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