Storie Web giovedì, Luglio 9

I pensionati complessivamente sono circa 16,4 milioni, di cui 8 milioni uomini e 8,4 milioni donne, l’importo lordo medio mensile è di 1.885 euro, ma c’è una rilevante differenza tra quanto percepiscono gli uomini (2.165 euro) e le donne (1.633 euro), alle quali va circa un quarto in meno dei maschi (-24,6%) . Le donne sono penalizzate da carriere contributive storicamente più discontinue (spesso a causa degli oneri di cura dei familiari) e da retribuzioni inferiori nel corso della carriera lavorativa (anche a causa del maggior ricorso al part time involontario).

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Le donne sono il 51% dei pensionati ma rappresentano il 44% dei redditi

Nel XXV rapporto annuale presentato ieri alla Camera dal presidente dell’Inps, Gabriele Fava, l’importo lordo delle pensioni complessivamente erogate è cresciuto a circa 371 miliardi di euro (dai 347 miliardi di euro nel 2023), principalmente per gli effetti della rivalutazione delle pensioni.

Sebbene rappresentino la quota maggioritaria sul totale dei pensionati (il 51%), alle donne va il 44% dei redditi pensionistici (ovvero 163 miliardi di euro contro i 207 miliardi degli uomini). Guardando all’evoluzione delle prestazioni istituzionali dell’Inps, su un totale di 425,6 miliardi di euro, la voce pensioni assorbe 325 milioni (+1,4% sul 2024), seguita dalle prestazioni di inclusione sociale con 36,4 milioni (+7,1%), dalle misure per la famiglia ( con 26,7 milioni (+2%) e dal sostegno al reddito con 19,7 milioni (+4,5%).

In calo del 3,2% le nuove prestazioni previdenziali

Le nuove prestazioni liquidate dall’Inps nel 2025 sono diminuite dell’1,8% rispetto al 2024, attestandosi a poco più di 1,5 milioni; di queste il 54% sono prestazioni previdenziali e il 46% assistenziali, con importi medi mensili pari rispettivamente a 1.312 e 500 euro. La riduzione numerica interessa soprattutto le prestazioni previdenziali, in calo del 3,2% sul 2024 (sono 835mila); tra queste la diminuzione è più marcata per le pensioni anticipate (-5,9%) – complice la stretta operata sui canali di flessibilità in uscita – e per i trattamenti ai superstiti (-4,3%), mentre le pensioni di vecchiaia sono rimaste stabili in termini di numerosità all’ingresso. Le prestazioni assistenziali, nel complesso, non mostrano variazioni rilevanti, interrompendo la crescita sostenuta degli anni passati: sono 706mila (-0,1%).

Rispetto al 2024, l’importo medio lordo mensile dei redditi pensionistici è aumentato dell’1,3%, ma l’importo dei redditi percepiti dagli uomini supera quello delle donne di circa il 34%. Da notare poi, che il 96% circa dei pensionati percepisce almeno una prestazione dall’Inps, con un reddito lordo mensile medio di circa 1.906 euro. Il restante 4% non beneficia di prestazioni Inps, ma di rendite Inail, pensioni di guerra o pensioni da Casse professionali, Fondi pensione ed enti minori.

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