Storie Web giovedì, Luglio 9

Incalzati dal generale Vannacci su sicurezza e immigrazione Lega e Fdi spingono per una stretta ulteriore su questi sue fronti. Il Carroccio ha incassato l’ok alla Camera alla dichiarazione d’urgenza (ossia di un iter più veloce) alla proposta di legge con modifiche restrittive alle norme per l’acquisizione della cittadinanza e nuove fattispecie di revoca per gli stranieri che commettono gravi reati. La proposta di legge leghista è stata perciò subito incardinata nella Commissione Affari Costituzionali che, vista la dichiarazione di urgenza, avrà tempi dimezzati (30 giorni invece di 60) per riferire all’ Assemblea, quindi entro l’8 agosto.

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Lo scontro in Parlamento

«Bene così! Altri parlano, la Lega fa», esulta il vicepremier Matteo Salvini. E il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, punge i vannacciani: «Mentre qualcuno parla a vanvera, la Lega si muove nelle sedi istituzionali per difendere le sue battaglie storiche». Mentre i deputati di Futuro Nazionale, che hanno votato a favore dell’iter accelerato parlano di “effetto Vannacci” sul centrodestra e rilanciano chiedendo a gran voce un decreto per la “remigrazione”. Le opposizioni invece salgono sulle barricate con critiche durissime: «E’ un provvedimento di punizione collettiva, di profilazione razziale» e «contro la Costituzione», attacca il Pd con la deputata Ouidad Bakkali. Si afferma «un principio di superiorità della razza», rincara la dose il M5s con Vittoria Baldino.

Cause ostative per l’acquisizione della cittadinanza

Attualmente, lo straniero nato in Italia che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino ai 18 anni può diventare cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla data del raggiungimento della maggiore età. Il provvedimento proposto dalla Lega, «anche alla luce dell’aumento preoccupante del numero dei reati compiuti dai minorenni stranieri», introduce specifiche cause ostative in caso di condanna per delitti contro la persona o contro il patrimonio, per il reato di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, e per la sussistenza di comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica. Tra le cause di preclusione ci sono i reati più diversi: dal femminicidio alla rissa, dalle lesioni personali (ad agenti di pubblica sicurezza, personale scolastico e sanitario e arbitri) alle minacce. Ma anche la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, furto, rapina, occupazione di immobili, danneggiamenti, deturpamento e imbrattamento di cose altrui e frodi informatiche. Nel caso in cui, al momento della dichiarazione di volontà di acquistare la cittadinanza, ci sia un procedimento penale pendente, il processo di acquisto della cittadinanza non viene rigettato ma sospeso fino alla comunicazione del decreto di archiviazione o della sentenza definitiva di assoluzione. In caso di condanna, invece, la sospensione cessa solo dopo la riabilitazione. Una stretta che, come spiega il capogruppo leghista a Montecitorio Riccardo Molinari, punta a dare risposte ad «un’emergenza»: «Oggi c’è un problema di evidente mancata integrazione dei minorenni di seconda generazione»

Estesi i casi di revoca

Quanto alla revoca della cittadinanza italiana acquisita, oggi già prevista in casi come terrorismo ed eversione, viene allargata ai casi di omicidio, pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili, tratta di persone, violenza sessuale su minore e di gruppo.

La proposta di legge di Fdi sui rimpatri

E’ in questo contesto che anche FdI presenta la sua proposta sui rimpatri. «Gli immigrati condannati saranno rimpatriati» per scontare la pena nel Paese d’origine, annuncia il capogruppo dei meloniani alla Camera, Galeazzo Bignami, auspicando – a sua volta – un «iter accelerato». «E’ un’iniziativa che oggi è finalmente possibile realizzare grazie alle modifiche ottenute da Giorgia Meloni in sede europea», spiega ancora Bignami illustrando il testo in conferenza stampa. «A causa» del vecchio Patto Ue sui migranti, «non era consentito procedere al rimpatrio degli immigrati che fossero stati condannati per fatti rilevanti con una pena superiore a un anno», oggi la proposta si inserisce invece nel quadro degli «accordi bilaterali con i Paesi d’origine sicuri». La proposta prevede anche l’estensione del numero di reati che consentono la revoca della cittadinanza. «Estendiamo le ipotesi di revoca della cittadinanza, a oggi possibile nel caso di reati di terrorismo ed eversione, a tutti i reati più gravi: omicidio, strage, sequestro di persona, reati correlati con la mafia» spiegato la responsabile nazionale Immigrazione di Fratelli d’Italia, Sara Kelany. Un punto di contatto non irrilevante con la proposta di legge leghista.

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