Da paladino della famiglia tradizionale all’accusa di truffa ed evasione fiscale. Mario Adinolfi, finito agli arresti domiciliari, per i pm di Roma avrebbe raggirato decine di persone che gli hanno affidato denaro, fino a 150mila euro, nell’operazione “scommessa collettiva”, un circuito di raccolta fondi da privati – promosso via social – ai quali venivano prospettati rendimenti legati alle scommesse sportive.
Gli elementi dell’indagine
Una attività illecita con la quale – è questa l’impostazione della Procura che ha affidato le indagini alla Guardia di finanza – l’ex parlamentare avrebbe evaso il fisco per circa 400mila euro impiegando il denaro per l’acquisto di case, viaggi, imbarcazioni e orologi. Nell’ordinanza il gip rimarca «la scaltrezza, la pervicacia, la spregiudicatezza nella complessiva elaborazione ed attuazione del progetto criminoso», indicativa di «una specifica volontà, oltre che abilità, nella movimentazione dei rilevanti flussi di denaro, che evidenziano una spiccata propensione all’occultamento dei flussi reddituali e all’elusione dei controlli dell’amministrazione finanziaria».
I primi passi in politica
Giornalista, autore televisivo, conduttore radiofonico, deputato e noto per la sua passione per il poker e gioco d’azzardo. È il lungo curriculum di Mario Adinolfi, 55 anni, finito oggi agli arresti domiciliari per le accuse di truffa e evasione fiscale su richiesta della Procura di Roma. Noto per le sue radicali posizioni cattoliche in difesa della famiglia tradizionale, ha espresso in passato giudizi omofobici. All’ultimo gay pride di Roma si è presentato in piazza scatenando la reazione dei manifestanti. Nato nell’area politica della Democrazia Cristiana, è stato tra i più giovani dirigenti del Partito Popolare Italiano prima di approdare al Partito Democratico e successivamente fondare il Popolo della Famiglia. Tra il 1996 e il 2001 ha lavorato in Rai e negli anni successivi conduce e realizza trasmissioni per emittenti pubbliche e private. Successivamente partecipa alla nascita del Partito Democratico attraverso l’associazione Generazione U, candidandosi alle primarie del 2007: viene eletto deputato nel 2012 ma lascia il Pd in polemica con la linea del partito.
La passione per il poker
Nel 2016 dà vita al Popolo della Famiglia, partito che si propone di rappresentare politicamente il movimento dei Family Day. Nel 2022 ha fondato la coalizione Alternativa per l’Italia. Nel programma del movimento – che otterrà scarsi risultati alle urne – posizioni contro le politiche scelte dal governo sul Covid e tematiche anti-atlantiste. Parallelamente sviluppa una carriera nel poker sportivo, diventando uno dei giocatori italiani più noti del circuito internazionale. È stato il primo italiano a raggiungere un tavolo finale del World Poker Tour, conquistando risultati di rilievo tra il 2009 e il 2011 e raccontando l’esperienza attraverso il proprio blog.
