Sono passati sette anni dalla prima Guida del Sole 24 Ore dedicata alla Pet economy, che era uscita nel maggio 2019. In questo periodo sono cambiate molte cose, in Italia e nel mondo, per quanto riguarda la comprensione e il rapporto che abbiamo con gli animali che vivono nelle nostre case. Il loro numero è costantemente cresciuto e così i settori del cibo per animali, dei servizi, delle cure. Si parla di più dei diritti degli animali e di tutto quello che fanno per noi e che forse non tutti sanno, dalla pet therapy ai “professionisti” a quattro zampe che si occupano di trovare ordigni inesplosi (i ratti sminatori) o di tenere lontano gli stormi dagli aeroporti (cani e falchi).
Quindici capitoli tematici
La Guida di 56 pagine è divisa per macrotemi: inquadramento economico, cure veterinarie, polizze sanitarie, grandi catene di pet store, nuove professioni, pet tourism, tecnologia (dalle ciotole intelligenti ai droni per trovare gli animali smarriti), frontiere del pet design per creare ambienti domestici attenti alle esigenze di cani e gatti (e non solo), ordinanze comunali su spiagge e decoro, pet therapy, diffusione degli animali esotici (definizione in cui sono comprese anche le cavie peruviane), contrasto al fenomeno degli abbandoni e modifiche al codice penale e al codice della strada e, last but not least, le storie più belle dal mondo del volontariato.
Scenario positivo
Lo spirito della Guida è quello di abbracciare i cambiamenti in atto. «La compassione e l’empatia per gli animali generano compassione ed empatia per gli esseri umani. La crudeltà verso gli animali genera crudeltà verso gli esseri umani», diceva Jane Goodall, scomparsa a 94 anni alla fine dello scorso anno e che dobbiamo ricordare non solo come una delle più importanti scienziate degli ultimi due secoli, ma per il suo instancabile impegno a difesa dei primati e di ogni creatura animale o vegetale di questo pianeta. Sapeva tutto di scimpanzé e di molte altre specie di scimmie, ma è famosa anche per aver spiegato che il suo animale preferito era il cane. La ragione? «Lo scimpanzé è troppo simile all’uomo, in particolare nei difetti. Il cane invece ha la qualità che spesso a noi manca, ama incondizionatamente». Alcuni studiosi del comportamento canino sottolineano un altro tratto, la capacità di vivere e apprezzare il presente, mentre noi umani oscilliamo tra l’ossessione per il passato e quella per il futuro.
Tendenze italiane e mondiali
Negli ultimi anni il rapporto dell’homo sapiens con gli animali, lo ripetiamo, è cambiato, guardando il quadro generale: sono diminuiti quasi ovunque i cacciatori, molti Paesi hanno vietato gli animali da circo o chiuso parchi acquatici dove le balene e i delfini sono di fatto prigionieri. Vengono messe in discussione tradizioni come la corrida e in diversi Paesi africani si combatte seriamente il bracconaggio. Dal macro al micro, dal mondo al nostro universo personale, ciò che è cambiato è la diffusione degli animali da compagnia nelle nostre case e la crescita, appunto, della cosiddetta pet economy, perché ogni animale deve essere nutrito e curato e sempre più capito e trattato come essere senziente. Abbiamo quindi una grande opportunità, cambiando il rapporto coi pet, come diceva Jane Goodall: diventare più empatici, nella speranza di interrompere la deriva di conflittualità che caratterizza ogni società e, tornando al “macro”, il mondo intero.
Dal podcast alla Guida
La Guida Pet economy è strettamente legata, forse in parte ispirata, al podcast di Radio 24 Animale a chi?, di cui sono disponibili le cinque stagioni già andate in onda: le trovate sul sito di Radio 24 e su tutte le piattaforme. La co-autrice del podcast, Miriam Carbone, ha firmato molti dei capitoli della Guida, un modo per raccogliere spunti per la prossima edizione di Animale a chi?. Come nelle due passate estati, una selezione delle puntate della quinta stagione è stata inoltre inserita nel palinsesto estivo della radio del Gruppo Il Sole 24 ORE, che inizierà lunedì 27 luglio.
