Dopo essersi fatta riconoscere con gli smartphone trasparenti, Nothing vuole farsi ascoltare. L’azienda londinese presenta le Headphone (1) Pro, cuffie che racchiudono tre driver, dieci microfoni e alcune funzioni pensate per chi la musica la produce, oltre ad ascoltarla. Costano 349 euro e saranno disponibili dal 29 settembre sul sito del produttore e su Amazon, dal 30 settembre presso gli altri rivenditori. La scommessa è trasferire nell’audio di fascia alta la ricetta con cui il marchio si è fatto spazio nella telefonia: un’estetica riconoscibile e la promessa di un’esperienza diversa da quella dei grandi produttori.
A voler essere precisi, per Nothing l’audio è un ritorno alle origini. Il primo prodotto furono gli auricolari Ear (1), usciti nel 2021, prima dello smartphone Phone (1). Dietro il marchio c’è Carl Pei, già cofondatore di OnePlus. Fin dal debutto il design trasparente era parte del progetto industriale: rendere visibile e desiderabile un oggetto tecnologico che tendeva ad assomigliare a tutti gli altri.
Il passaggio alle cuffie che avvolgono l’orecchio era già avvenuto nel 2025 con le Headphone (1). Le abbiamo provate per alcune ore. Si appezza il suono e l’originalità. Le Pro alzano ora l’asticella delle ambizioni: Nothing cerca spazio anche fra appassionati, musicisti e creator che vogliono intervenire sul suono.
La novità tecnica principale è il sistema a triplo driver, cioè i componenti che trasformano il segnale elettrico in suono. Il lavoro viene distribuito: un driver dinamico si occupa dei bassi, un secondo è dedicato alla definizione di voci e strumenti, mentre un’unità xMEMS riproduce le alte frequenze. Secondo Nothing, questa divisione permette di ottenere bassi più incisivi e una maggiore ricchezza di dettagli. È una promessa progettuale: il numero dei driver, da solo.
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