Un agente di intelligenza artificiale ha aggirato una falla in un sito pubblico per accedere a dati a pagamento; un altro ha inviato per errore un modulo federale nonostante avesse istruzioni contrarie.
Gli episodi, emersi da una recente revisione interna di Anthropic, hanno spinto l’azienda americana a sospendere l’accesso a Internet per i propri “assistenti” durante i test. Da fine agosto a tutto settembre scorso, invece, Proofpoint, uno dei principali attori della cybersecurity a livello mondiale, ha identificato almeno quattro attori con finalità di spionaggio che hanno adottato rapidamente il kit exploit BlueMoon per Chrome e Windows in campagne mirate di spearphishing, di cui non è stato attribuito l’uso in via esclusiva a gruppi legati alla Cina ma che puntavano a obiettivi mirati in ambito governativo.
Due episodi molti diversi fra di loro che riconducono entrambi alla nuova era della “cyber defense” in cui viviamo oggi, di cui si è parlato anche in occasione di Cybertech Europe 2026, l’evento internazionale dedicato alla sicurezza informatica tenutosi questa settimana a Roma.
La pressione cresce con le tensioni geopolitiche
A giugno 2026, ogni organizzazione governativa ha dovuto fronteggiare in media 2.836 attacchi informatici alla settimana su scala globale, a gennaio 2024 erano 1.496: la crescita è stata di circa il 90%. In Europa la pressione è aumentata ancora più rapidamente, con 2.563 attacchi settimanali subiti per singolo ente contro i 1.197 di 30 mesi prima (l’incremento è stato quindi del 114%). I numeri elaborati da Check Point Research, che il Sole 24 Ore ha avuto in esclusiva, fotografano l’escalation che investe il settore pubblico, un obiettivo sempre più sensibile per i cybercriminali.
Europa sotto pressione
Detto che il numero totale degli incidenti e quello degli enti effettivamente colpiti non è noto, l’intensificarsi della pressione sulle organizzazioni governative europee è palese. E la distribuzione geografica degli attacchi fa emergere una chiave di lettura geopolitica netta: le aree coinvolte direttamente nei conflitti o vicine ai teatri di guerra mostrano impennate dei tentativi di violazione contro il settore governativo che coincidono con la cronologia dei conflitti stessi, piuttosto che una crescita graduale nel tempo.
