I Paesi ad alto debito pubblico, soprattutto le principali economie avanzate, devono rimettere i conti in ordine al più presto, perché ritardare significa condannarsi a misure ancora più dolorose. Il Fondo monetario internazionale ribadisce la sua analisi, in un intervento a firma del capo del dipartimento Affari fiscali, Rodrigo Valdes, e della numero due, Era Dabla-Norris.
Ridurre la spesa pubblica, tagliare i disavanzi e abbassare i livelli di debito è l’unica strada di fonte all’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, che alzano la pressione sui bilanci. Le diverse crisi che si sovrappongono spingono però nella direzione opposta, così, «la maggior parte dei Paesi sta valutando di aumentare la spesa invece di stringere la cinghia», ha sottolineato Valdes, in una conferenza stampa a Bangkok, dove sono in corso le riunioni annuali dell’Fmi e della Banca Mondiale.
Spesa per armi o spesa sociale
In Europa, inoltre, le nuove esigenze di riarmo legate ai conflitti non potranno sempre essere finanziate a debito: prima o poi le altre voci di spesa sociale dovranno essere ridotte. «La discussione sul contratto sociale alla base della spesa è molto urgente, la spesa dovrà adattarsi, riducendosi», ha detto Valdés. «La spesa per la difesa sarà persistente, non sarà possibile finanziarla all’infinito con il debito». E alzare le tasse non sembra una opzione, dato che in Europa la pressione fiscale è già elevata: «Non è facile trovare spazio per un aumento significativo delle entrate. Alla fine, ciò provoca distorsioni», ha detto Valdes.
La vicedirettrice Dabla-Norris, ha aggiunto che i Governi chiamati a far fronte a maggiori spese nella difesa dovranno spiegare all’opinione pubblica che «ci saranno scelte difficili da fare».
Le pensioni francesi
In Europa, sotto i riflettori è finito il debito pubblico francese. Parigi deve approvare in fretta la legge di bilancio, ha detto Valdes, per preservare la credibilità e rafforzare la fiducia dei mercati: «La Francia ha bisogno di un dibattito sulla riforma delle pensioni e, più in generale, di una riflessione su cosa il Governo può garantire».