Storie Web mercoledì, Ottobre 14

Il Centro Studi Confindustria alza a +1,0% la stima della crescita del Pil italiano per il 2026 (allineandola a quanto indicato dal governo nel Dpfp) e conferma l’attesa di un rallentamento a +0,6% per il 2027. È quanto indicato dal Rapporto di previsione d’autunno che a marzo aveva stimato l’andamento dell’economia rispettivamente in +0,5% e in +0,6%. Il +1% di quest’anno è sostanzialmente in linea con la variazione già acquisita, quella cioè che si registrerebbe a fine anno con una crescita congiunturale nulla nel III e IV trimestre senza la correzione per i giorni lavorativi. Lo scenario è quindi quello di un complessivo «rallentamento nei mesi finali dell’anno che si trascinerà al 2027».

La previsione di CsC è effettuata a legislazione vigente e quindi non incorpora la clausola nazionale di salvaguardia per le maggiori spese per difesa e sicurezza energetica, che per il 2026-27 vale 14,4 miliardi.

Il CsC avverte che il prezzo dell’energia sarà il principale fattore di vulnerabilità dell’economia italiana per il 2027 tant’è che c’è il rischio di «crescita zero» se il valore medio annuo del Brent raggiungerà i 126 dollari al barile.

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