Storie Web giovedì, Maggio 14

Oltre 30mila persone hanno tagliato il traguardo della Milano Marathon un mese fa. Una partecipazione da record per questa manifestazione sportiva. E ancor più per la corsa alla solidarietà che ha sforato i 2,2 milioni di euro raccolti (erano 1,4 due anni fa). La stragrande maggioranza dei fondi vengono dal personal fundraising di individui (oltre un milione di euro) e di imprese (788mila euro).

Che cos’è il personal fundraising?

Un fenomeno crescente, quello del personal fundraising, in cui le persone si fanno promotrici della campagna di raccolta tra amici o tra colleghi. «In occasioni di grandi eventi come quelli sportivi il dono cresce perché sono coinvolte tante persone e si crea una stimolazione reciproca» spiega Valeria Vitali, fondatrice di Fondazione Rete del Dono, che cura il charity program di Milano Marathon. Il programma si basa sulla possibilità per i runner di sostenere un progetto solidale attivando una campagna di crowdfunding a sostegno di una delle organizzazioni aderenti. «Le persone partecipano e si attivano ancora di più quando il contesto è una comunità, che siano gli amici e le imprese, con un effetto moltiplicatore» aggiunge Vitali.

In Italia la propensione al dono è stabile, con un 81% degli utenti internet che hanno effettuato almeno una donazione in un anno, secondo l’indagine Donare 3.0 condotta da Ipsos Doxa in collaborazione con PayPal e Fondazione Rete del Dono (che sarà presentata oggi a Milano). Le forme di donazione più diffuse restano i regali solidali (71%), seguiti dalle donazioni a favore di associazioni (63%), che tornano ai livelli del 2022 dopo un calo negli anni precedenti. La quota di coloro che hanno fatto almeno una donazione col crowdfunding è passata dal 13 al 26% dal 2014 al 2025. La raccolta online di risorse attorno a progetti strutturati attivati dalle non profit, da gruppi di persone o singoli è dunque un fenomeno maturo, in crescita lenta ma costante.

Vitali (Rete del Dono): «Crowdfunding diventa relazione»

«Le persone donano di più e partecipano di più ai progetti nella misura in cui sono inserite in un contesto comunitario, collettivo in cui il donatore può vedere un impatto diretto, tangibile della sua donazione. Il crowdfunding ti restituisce meglio e di più, rispetto ad altro modalità di donazione, questo aspetto di concretezza perché tocchi con mano dove vanno a finire le risorse che hai donato. Il crowdfunding non è solo uno strumento di raccolta fondi ma di coinvolgimento della comunità grazie alla sua natura progettuale» spiega Vitali, che con la sua piattaforma nel primo quadrimestre di quest’anno ha raccolto tre milioni di euro.

La conferma che la cultura del dono metta in campo la relazione tra le persone si può rintracciare nel crescente coinvolgimento attivo che va oltre il solo contributo economico: nel 2025, il 37% degli italiani ha partecipato ad attività di volontariato, con una maggiore incidenza tra le fasce più giovani – nello specifico Gen Z e Millennials, che insieme rappresentano il 42 per cento.

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