Storie Web mercoledì, Luglio 29

Mark Zuckerberg prende posizione nella corsa globale all’intelligenza artificiale e invita Washington a non chiudere le porte ai modelli sviluppati in Cina. In un’intervista al Financial Times, il fondatore e amministratore delegato di Meta ha sostenuto che vietare l’accesso ai sistemi di IA cinesi non rappresenterebbe una strategia efficace per mantenere la leadership tecnologica americana e ha messo in guardia dal rischio che un eccesso di regolamentazione finisca per rafforzare il predominio dei grandi laboratori statunitensi, limitando la concorrenza interna.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Le dichiarazioni arrivano in un momento di forte tensione tra Stati Uniti e Cina sul fronte dell’intelligenza artificiale. A Washington è in corso un acceso dibattito su come regolamentare una tecnologia considerata ormai cruciale per la sicurezza nazionale e la competitività economica, mentre l’amministrazione Trump valuta nuove misure nei confronti delle aziende cinesi del settore.

Al centro delle discussioni c’è Moonshot AI, startup di Pechino che nelle scorse settimane ha presentato il modello Kimi K3, ritenuto da diversi osservatori in grado di competere con i sistemi sviluppati da OpenAI e Anthropic. Secondo alti funzionari americani, Moonshot avrebbe addestrato il proprio modello ricorrendo alla cosiddetta “distillazione”, una tecnica che permette di trasferire le capacità di un modello esistente a uno nuovo e che, secondo Washington, sarebbe stata utilizzata in violazione della proprietà intellettuale delle aziende statunitensi. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che eventuali sanzioni contro i laboratori cinesi restano un’opzione qualora venissero accertati casi di furto di proprietà intellettuale.

Zuckerberg, tuttavia, ritiene che la risposta americana non debba essere quella di vietare i modelli cinesi. Secondo il numero uno di Meta, gli Stati Uniti dovrebbero piuttosto concentrarsi sull’individuazione dei “colli di bottiglia” che rallentano l’innovazione nazionale, rafforzando la capacità delle proprie imprese di competere con Pechino in un settore destinato a determinare gli equilibri economici e geopolitici dei prossimi anni.

L’intervento del fondatore di Meta riflette anche la diversa strategia perseguita dalla sua azienda rispetto ai principali concorrenti. Zuckerberg ha ribadito la propria convinzione che l’intelligenza artificiale debba essere il più possibile accessibile e ha rilanciato il modello di sviluppo “open”, sostenendo che gli utenti dovrebbero poter personalizzare ed eseguire i sistemi direttamente sul proprio hardware. Un approccio che contrasta con quello di OpenAI e Anthropic, basato su modelli proprietari e chiusi, e che secondo Zuckerberg riduce il rischio che il potere tecnologico si concentri nelle mani di pochi grandi operatori.

Condividere.
Exit mobile version