Storie Web giovedì, Ottobre 1

Oltre 75 anni di vita, marchio storico dal 2022. Ma la bergamasca Tesmec ha avuto nuovi impulsi dall’ormai inarrestabile processo di transizione energetica ed ora la sua divisione Energy, che offre soluzioni complete per lo stendimento di reti elettriche di media e alta tensione, soluzioni integrate per la gestione delle reti, la trasmissione intelligente di energia e la tecnologia di automazione delle sottostazioni, è quella trainante.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I numeri

La costruzione di infrastrutture ha bisogno di attività di tesatura (di cavi, funi, conduttori elettrici o tiranti) e di trencher (o catenarie), macchine da scavo per interrare cavi e condotti. Ed è proprio ciò che offre Tesmec, che nel primo semestre 2026 ha visto salire i ricavi del 12,2% a 144,2 milioni (+38,8% a 60,2 milioni per la divisione Energy, +5,2% a 63,3 milioni per la divisione Trencher e -17,3%, a 20,7 milioni, per la divisione Ferroviario), con l’ebitda salito del 14,7% a 24,3 milioni, l’ebit del 25,1% a 13,5 milioni e un utile netto di 4,3 milioni a fronte di una perdita netta di 195.000 euro al 30/6/2025. 

Forte crescita dei ricavi nei Paesi Bric, in Medio Oriente e America

Non sorprendentemente il 78,9% dei ricavi viene realizzato all’estero e, in particolare, nel primo semestre 2026 quello conseguito nei Paesi Bric è balzato del 58,4% a 30,9 milioni; in aumento anche il Medio Oriente (+27,8% a 19,7 milioni) e il Nord e Centro America (+18,9% a 24,3 milioni); positivo anche l’andamento in Italia e nel resto d’Europa mentre vi è stata una contrazione solo in Africa (-23,2% a 15,3 milioni). Proprio i mercati del continente americano hanno trainato i ricavi del settore Trencher, che invece ha risentito della debolezza di Australia e Africa Occidentale.

Inoltre, grazie al contributo degli incassi iniziali delle nuove commesse del settore ferroviario, al 30/6/2026 l’indebitamento finanziario netto è sceso a 120,3 milioni a fronte di 130,4 milioni a fine 2025. Il rapporto Debt/Equity è tuttora al di sotto dell’unità (circa 1,49 volte), ma è in discesa ed è l’unico punto su cui il gruppo deve ancora lavorare. Peraltro, per 71,3 milioni si tratta di debito a medio-lungo termine (già al netto delle rate in rimborso nei prossimi 12 mesi). Tesmec ha beneficiato, a livello di saldo finanziario, di un contributo positivo della gestione cambi pari a 2,8 milioni (negativo per 1,2 milioni al 30/6/2025).

Per il resto va sottolineato che il settore Energy, oltre a evidenziare un elevato tasso di crescita, è anche quello a più alto margine (ebitda margin del 22,8% nel primo semestre 2026 contro il 18,2% dello stesso periodo del 2025), mentre l’ebitda margin del settore Trencher è sceso dal 15,1% al 14,3% a seguito del contributo non ancora positivo della joint-venture paritetica francese groupe Marais Sas (macchinari per infrastrutture e sevizi per i settori delle telecomunicazioni ed energia), in precedenza indicata fra le attività destinate alla dismissione, e quello del comparto ferroviario è passato dal 16,9% al 7,2% per effetto di minori volumi e un mix sfavorevole.

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