Francia travolta dalle proteste e dalle violenze in varei regioni mentre il paese si ritrova a fare i conti con uno dei deficit e dei debiti pubblici (in rapporto al Pil) più elevati d’Europa – con i rendimenti dei titoli di stato a dieci anni che sono balzati al livello più alto dal 2002 –, e il primo ministro Sébastien Lecornu presenta oggi, giovedì 1° ottobre, la legge di Bilancio 2027 all’Assemblea nazionale.
Ad aggiungere pressione sulla manovra è anche la situazione politica, caratterizzata da un Parlamento frammentato e senza una maggioranza chiara. Situazione che obbliga Lecornu a muoversi con cautela, per evitare la sfiducia: «Non aggiungiamo instabilità a queste difficoltà – ha invitato il primo ministro in una nota su X –. La Francia ha bisogno di decisioni e prospettive. L’interesse generale ci impone di agire».
Che cosa prevede la manovra
43 miliardi di euro, da aggiungere agli investimenti dello scorso anno, per un totale di 54 miliardi: questo l’importo delle nuove misure «di risanamento» volte a far rientrare al 5% il rapporto tra deficit e Pil. Il Governo francese si aspetta un incremento di oltre 7 miliardi di euro del gettito Iva rispetto al 2026 e di oltre 5,7 miliardi dalle imposte sul reddito. La previsione delle entrate dall’imposta sulla società calerebbe invece di 1,8 miliardi rispetto al 2026. In questo modo il governo realizzerebbe un incremento di 18 miliardi del gettito fiscale netto, che si attesterebbe a 375,7 miliardi.Le stime prevedono di ricavare circa 1,4 miliardi di euro dai conti bancari dormienti, dai libretti di risparmio dimenticati e dalle polizze assicurative non riscosse, tramite un prelievo straordinario. Sulle somme in giacenza al 31 dicembre 2026 l’aliquota sarà del 17%.Per quanto riguarda gli assegni familiari, Parigi punta a mantenerli sui livelli 2026, congelando l’adeguamento di aprile. Così facendo si stima un risparmio da 500 milioni di euro, mentre altri 600 milioni arriverebbero dalla riduzione dell’assegno per l’inizio dell’anno scolastico.Il documento indica anche un taglio di oltre mille dipendenti pubblici e l’introduzione di una imposta sui fornitori di cherosene che finanzierebbe i progetti per i carburanti sostenibili per l’aviazione.
Le proteste
In risposta alle misure di austerità previste dalla legge di Bilancio, in particolare al taglio nel pubblico, i sindacati di tutta la Francia hanno indetto lo sciopero. Le proteste, iniziate da un paio di giorni, contano la partecipazione di oltre 300 mila persone in circa 170 cortei nel Paese: insegnanti, personale sanitario, dipendenti degli enti locali, pompieri e anche studenti. «Pour plus de services publics, plus de salaires» («Per più servizi pubblici, più salari») è lo slogan dei manifestanti. Le proteste stanno però sfociando nella violenza: in quasi tutta la Francia si sono verificati scontri con la polizia e molte scuole superiori stanno venendo occupate e vandalizzate. Uno degli episodi più gravi è avvenuto questa mattina in un liceo di Marsiglia, dove il preside, il vicepreside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’equipe scolastica «sono stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina», come ha riportato l’autorità regionale. Ancora, gli studenti di un altro liceo della città hanno accerchiato e dato alle fiamme un camion dei pompieri.
Un preside del Pas-de-Calais, nel nord della Francia, è rimasto ferito dal lancio di un razzo da mortaio per fuochi d’artificio oggi, durante i disordini studenteschi. Il provveditorato locale ha annunciato di voler presentare una denuncia. Il preside, che dirige il liceo Degrugillier ad Auchel, vicino alla città di Béthune, è stato portato in ospedale in ambulanza e ricoverato. Nel dipartimento, i fermati da questa mattina sono 37.
