Sul risparmio energetico il ritorno all’ecobonus del 65% è qualcosa di più di un semplice dossier aperto. A confermare che l’intenzione è quella di tirare su l’asticella rispetto al 50% è il viceministro dell’Economia Maurizio Leo in un incontro con la giunta esecutiva dí Confartigianato. L’idea è quella di “pescare” le risorse per l’intervento sfruttando la clausola di flessibilità Ue sull’energia.
L’ecobonus al 65%
Per il viceministro dell’Economia «dobbiamo lavorare sugli incentivi per l’efficientamento energetico perché lì possiamo tirare più su l’asticella e non abbiamo problemi sui conti» per la clausola di flessibilità europea. L’ipotesi allo studio – anticipata da «Il Sole 24 Ore» del 13 settembre – è di innalzare l’attuale livello della detrazione fissata al 50% per l’abitazione principale e al 36% per le seconde case e che, tra l’altro, senza un intervento legislativo prevede già una flessione al 36% per l’abitazione principale e al 30% per le seconde case dal 2027.
I margini della flessibilità Ue
Un margine di manovra che, spiega il viceministro, arriva dall’Unione europea: «Abbiamo l’ok su questa possibilità di tolleranza di 14 miliardi, 7 più 7» per il 2027 e 2028 per la clausola di flessibilità Ue sull’energia «però dobbiamo andare individuare le misure, come bisogna muoversi».
L’inserimento nel Dpfp
Per vedere se clausola di salvaguardia per la difesa e la transizione ecologica (Nec) sarà inserito nel documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) atteso venerdì 2 ottobre in Consiglio dei ministri «ci stiamo lavorando, vediamo ora che in che termini si potrà inserire», ha puntualizzato sempre Maurizio Leo, a margine dell’incontro a Confartigianato. La trattativa con Bruxelles è in corso e riguarda da un lato «quali interventi si potranno finanziare» con l’extradecifit già concesso. «Oggi abbiamo questo principio che ci è stato validato dall’Europa, i 14 miliardi per l’energia, e bisogna vedere quali saranno gli interventi da fare, è questo il negoziato che si sta facendo», ha affermato Leo. Sulla difesa, invece, «vedremo» quante risorse utilizzare.
Interventi diversi per privati e settore pubblico
C’è anche un’ipotesi delineata da Leo di muoversi con misure differenti sull’efficientamento energetico tra patrimonio pubblico e privato. Nel privato «proviamo a tirare più sull’asticella rispetto al 50%» per esempio per cappotto termico o pannelli solari, anticipa. Nel pubblico, «si può pensare a efficientamenti su strutture strutture sanitarie e strutture scolastiche».
