Storie Web venerdì, Giugno 26

L’Abruzzo, «con 130 chilometri di costa, porti e interporti già integrati nei corridoi europei e una manifattura riconosciuta, è uno snodo strategico tra Mediterraneo, Balcani ed Europa centro-orientale». Lo ha detto Mario Zanetti, special advisor di Confindustria per l’economia del mare, intervenendo in video alla terza edizione del Forum Abruzzo sostenibile, intitolata La rivoluzione della logistica; evento promosso, a Pescara, da Confindustria Abruzzo Medio Adriatico e dal contratto di rete Imprese per la sostenibilità, con l’alto patrocinio della Regione.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Blue economy e logistica, ha aggiunto Zanetti, «sono pilastri della politica industriale del Paese: generano crescita, competitività e coesione territoriale. La logistica vale 205 miliardi di euro, pari al 9% del Pil, mentre il 60% delle merci italiane import-export viaggia via mare. Un unico mosaico al servizio del made in Italy». In questo scenario va collocato il ruolo dell’Abruzzo. «Per Confindustria – ha concluso Zanetti – riforma portuale, intermodalità, digitalizzazione, sostenibilità e competenze sono priorità strategiche. Solo facendo sistema tra imprese, istituzioni e territori potremo rafforzare la competitività del nostro sistema produttivo».

Dopo l’apertura del meeting, da parte di Lorenzo Dattoli, presidente di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, nella prima sessione, dedicata al quadro nazionale, il forum ha messo a fuoco un punto centrale: la transizione della logistica non può essere affrontata con approcci ideologici o soluzioni uniche, ma con un mix flessibile di tecnologie e modelli industriali, capace di tenere insieme sostenibilità ambientale, sostenibilità economica e specificità del sistema produttivo italiano.

Durante il convegno si è anche parlato del progetto Welfare on the road: secondo il manifesto di Confindustria, nel 2025 la carenza di autisti in Europa è stimata in 444 mila unità, con una previsione che la porta fino a 745mila, entro il 2028, in assenza di interventi mirati; in Italia il fabbisogno supera già le 2 mila unità. In un settore sottoposto a forte pressione, la qualità delle condizioni di lavoro lungo la filiera diventa quindi una questione industriale oltre che sociale. Per l’Abruzzo, regione manifatturiera e snodo logistico del medio Adriatico, è stato sottolineato durante il forum, questo significa riconoscere che la competitività delle filiere passa anche dalla capacità di rendere più dignitose, sicure ed efficienti le condizioni operative di chi, ogni giorno, garantisce la continuità degli approvvigionamenti.

«Mobilità e logistica – ha detto Dattoli – non sono più temi settoriali, ma infrastrutture decisive per la competitività del nostro sistema produttivo. Per un territorio manifatturiero come l’Abruzzo, investire su innovazione, sostenibilità e integrazione delle filiere significa attrarre sviluppo e consolidare presenza sui mercati. La vera sfida è trasformare la leadership delle grandi imprese in un patrimonio condiviso, capace di coinvolgere anche le Pmi. La transizione, per essere davvero efficace, deve essere accessibile, inclusiva e accompagnata da strumenti concreti. È così che possiamo rafforzare la competitività del territorio nel quadro nazionale e internazionale».

Condividere.
Exit mobile version