Immaginate di poter conoscere l’andamento di un’azienda o analizzare un intero settore semplicemente dialogando con un chatbot. È questo l’obiettivo di Syrto AI, un nuovo strumento sviluppato dalla piattaforma di “financial intelligence” Syrto in collaborazione con Microsoft. Questa innovazione, che porta un tool finora riservato agli analisti direttamente dentro Microsoft Copilot, è stata presentata il 26 giugno agli HQ Microsoft a Milano, con la partecipazione di Banca Sella, BIP e Moresi.
Una piattaforma per supportare le decisioni
L’idea della piattaforma Syrto nasce dalla necessità di organizzare e sintetizzare l’enorme quantità di dati necessari per supportare i processi decisionali, identificando le migliori opportunità nei mercati grazie all’intelligenza artificiale. L’ecosistema di dati di Syrto conta su informazioni strutturate su oltre un milione di aziende italiane, tra attività, bilanci, assetti proprietari, governance e segnali predittivi. Un patrimonio prima riservato solo agli esperti tramite la piattaforma Syrto Next, e che oggi, grazie a Syrto AI, diventa accessibile a chiunque.
«Una volta sviluppata la piattaforma, abbiamo pensato che anche commerciali, private banker, broker assicurativi o gli stessi giornalisti avrebbero avuto un’utilità nell’accedere a questa potenza di informazione», spiega il Ceo di Syrto Edoardo Fariello. «Così abbiamo inserito tutto questo ecosistema di dati e di funzionalità in un connettore che entra direttamente nelle aree aziendali, in particolare Copilot».
La collaborazione con Microsoft
«Con Microsoft ci siamo trovati subito perché, con Copilot, sta costruendo un’infrastruttura per le aziende che è strutturata per gestire la governance, la compliance, la security – racconta Fariello – e noi siamo un partner perfetto perché siamo un’applicazione reale che porta vantaggio competitivo immediato».
L’integrazione in Copilot permette di avere sempre a disposizione uno strumento in grado di combinare i dati sulle aziende alle esigenze specifiche di ognuno, tramite un’interfaccia conversazionale. «Il risultato è che chiunque all’interno di una compagnia può fare richieste come “fai un’analisi approfondita di questa azienda”, oppure “trova tutte le aziende collegate” e ottenere le risposte direttamente dentro il proprio flusso di lavoro», continua Fariello. «In queste operazioni Copilot prende i dati da noi e fa quello che l’AI generativa sa fare meglio: interpretare le richieste rispetto a chi chiede, perché lo conosce e sa di cosa ha bisogno».
