Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto Infrastrutture-Pnrr, varato in Consiglio dei ministri lo scorso lunedì. Il testo, dopo la promulgazione, è diretto in Gazzetta ufficiale per l’entrata in vigore. Con uno degli interventi, cioè quello sul rinvio della tassa sui mini-pacchi, arrivato in extremis a pochi giorni dalla (ormai scongiurata) attuazione, che sarebbe stata concomitante con il dazio europeo da 3 euro sugli stessi prodotti.
L’intervento sui mini-pacchi
Quest’ultima arriverà il primo luglio e, per evitare un raddoppio, è slittata la mini-tassa italiana (2 euro). La misura inserita nel decreto Infrastutture-Pnrr sospende il prelievo fino al 1° ottobre, in attesa che scatti l’handling fee — la tassa di gestione doganale su cui in sede Ue è già stato trovato un accordo e che tutti i Paesi comunitari dovranno applicare entro novembre. La mini tassa era stata prevista dalla manovra 2026, quando non erano ancora definitivi né il dazio comunitario né l’indirizzo di adottare un prelievo di gestione a livello unionale; il successivo rinvio al 1° luglio era arrivato con il decreto fiscale (Dl 38/2026), con entrate stimate in 122,5 milioni per il 2026 e 245 milioni a regime.
Nei giorni scorsi si era alzato un pressing forte da parte delle associazioni di categoria per chiedere lo slittamento, sulla base della considerazione che il prelievo — pur non ancora applicato — abbia già prodotto uno spostamento delle operazioni di sdoganamento verso altri Stati membri privi di analoga imposta, in particolare Belgio, Paesi Bassi e Ungheria, con successivo trasferimento via terra delle merci in Italia. Uno spostamento già quantificabile: nei primi due mesi dell’anno, prima del primo rinvio, il traffico aveva registrato un calo del 50%. Lo stand by della mini tassa punta ora a evitare ulteriori perdite di volumi, con ricadute sull’intera filiera occupazionale, almeno fino all’entrata in vigore dell’handling fee europea.
La Cig semplificata per il caldo
Tra le misure inserite alla fine c’è anche quella sulla cassa integrazione semplificata per i lavoratori dei cantieri e del settore agricolo durante le emergenze da calore estremo. Dal 1° luglio al 31 dicembre 2026, le imprese edili e quelle agricole potranno accedere alla Cig per eventi oggettivamente non evitabili legati alle ondate di calore – inclusa la riduzione dell’orario fino alla metà – senza i requisiti ordinari e con esonero dal contributo addizionale.
Le misure infrastrutturali
Il decreto contiene anche una serie di altre misure. Sul fronte infrastrutturale, proroga al 3 agosto 2028 il termine per i decreti di esproprio del collegamento intermodale Roma-Latina e dell’autostradale Cisterna-Valmontone, stanzia 50,2 milioni per le opere compensative della Torino-Lione e affida a Sogin il decommissioning del reattore nucleare «Rts-1 G. Galilei» della Marina militare.
