Storie Web giovedì, Luglio 2

Lombardia: situazione delle risorse idriche critica, con un deficit del 36% rispetto alla media del periodo di riferimento, ma non come nel 2022 (anno che ha fatto registrare un anno di siccità record), quando il deficit di risorse – tra fine giugno e inizio luglio – era del 61%. È quanto comunicato dopo la riunione del tavolo regionale riunito il 2 luglio a Palazzo Lombardia per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica e a cui hanno partecipato anche gli stakeholders interessati, associazioni di categoria, enti erogatori e consorzi di bonifica e gestione delle acque.

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I dati restituiscono una condizione di severità idrica media sul territorio regionale, tenendo conto delle acque dei laghi, degli invasi e dell’equivalente idrico nivale. Per i bacini di Ticino, Adda, Oglio e Brembo, il deficit supera di poco il 40%. Il sistema meno in sofferenza risulta essere quello del Garda-Mincio, dove il deficit è del 20% rispetto alla media.

«Si tratta – ha detto l’assessore regionale con la delega alla gestione della Risorsa idrica Massimo Sertori – di una evoluzione purtroppo attesa, legata ad una stagione invernale con poca neve, già sciolta a causa delle alte temperature, e una primavera con poca acqua».

Con la riunione del tavolo dello scorso 12 giugno si era deciso di ridurre dopo 10 giorni l’erogazione dell’acqua dai laghi alpini per l’agricoltura. Inoltre, il 30 giugno, c’è stato l’accordo con i concessionari idroelettrici con le dighe a monte di lago di Como per rilasciare nel bacino 4 milioni di metri cubi d’acqua per 15 giorni. «Stessa cosa per il lago di Idro: stiamo formalizzando un accordo con la trentina Hde (Hydro Dolomiti Energia) che ci consentirà di avere 10 milioni di metri cubi di acqua, che poi l’operatore recupererà una volta finita la stagione irrigua», aggiunge ancora Sertori. L’obiettivo è arrivare a metà luglio e al primo raccolto per gli agricoltori.

«L’agricoltura lombarda – ha aggiunto l’assessore all’agricoltura Alessandro Beduschi – sta affrontando una stagione complessa, segnata da temperature elevate e da una disponibilità idrica inferiore alla media. Proprio per questo il lavoro di squadra tra tutti i soggetti coinvolti si sta rivelando fondamentale. Le decisioni condivise al tavolo regionale e la collaborazione con i gestori dei grandi laghi e degli invasi consentono oggi di guardare con maggiore fiducia alle prossime settimane e di mettere in sicurezza il primo raccolto».

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