«L’Italia dispone di competenze industriali, tecnologiche e progettuali che le consentono di essere protagonista nello sviluppo dell’eolico off-shore. Per cogliere questa opportunità occorre però accelerare i tempi decisionali, garantire certezza agli investimenti e costruire un quadro regolatorio stabile, sostenibile nel lungo periodo e coerente con gli obiettivi settoriali».
Lo ha detto il presidente dell’Anev Simone Togni in occasione del quarto Summit sull’Eolico Offshore promosso da Anev, l’associazione nazionale energia del vento, dedicato alle prospettive di sviluppo di questa tecnologia nel nostro Paese. «Solo così – ha spiegato Togni – sarà possibile contribuire in maniera significativa alla decarbonizzazione del sistema elettrico, rafforzare la sicurezza energetica nazionale e generare benefici economici, occupazionali e industriali per il Paese. Il summit di oggi ha dimostrato quanto sia fondamentale continuare il dialogo tra istituzioni e stakeholder per trasformare queste prospettive in risultati concreti».
L’iniziativa, ha spiegato Anev, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, mondo accademico, imprese, operatori del settore e associazioni ambientaliste, con l’obiettivo di favorire un dialogo costruttivo sulle principali sfide che accompagnano lo sviluppo dell’eolico offshore in Italia, soprattutto con tecnologia flottante, che al momento rimane fermo in attesa delle aste del Fer 2 per gli incentivi alle nuove rinnovabili.
Come ha anche spiegato Alessandro Noce, direttore generale Mercati e Infrastrutture energetiche del ministero dell’Ambiente, che ha parlato di «un percorso di revisione del dm Fer 2, al fine di verificarne l’adeguatezza alla luce dell’evoluzione del mercato, delle esigenze rappresentate dagli operatori e dei recenti sviluppi del quadro normativo europeo. L’obiettivo è individuare soluzioni in grado di coniugare la sostenibilità economica degli investimenti con la tutela dell’interesse pubblico e l’efficiente impiego delle risorse destinate al sostegno delle fonti rinnovabili, favorendo al contempo il raggiungimento degli obiettivi energetici e di decarbonizzazione nazionali. È stato istituito uno specifico tavolo di lavoro dedicato e sono stati raccolti contributi e osservazioni da parte degli stakeholder, successivamente esaminati nel corso di un incontro tecnico. Le considerazioni pervenute sono attualmente oggetto di analisi da parte del ministero e costituiranno la base delle successive valutazioni in merito all’eventuale aggiornamento del meccanismo di sostegno, nella prospettiva di garantire un quadro regolatorio efficace, stabile e coerente con gli obiettivi energetici, ambientali e industriali del Paese».
Come è emerso dal convegno, l’eolico offshore può rappresentare anche una leva industriale, con una filiera da costruire e impatti concreti su occupazione e aziende.
