Le piccole e medie imprese italiane recuperano terreno nella corsa digitale europea. L’Italia rimane sotto la media dell’Unione, ma in un anno ha ridotto il distacco di quasi il 40%.
Lo mostra lo Sme-DigIX, l’indice di Webidoo Insight Lab che misura la competitività digitale delle Pmi nei 27 paesi dell’Unione europea. Il punteggio italiano è salito da 38,91 a 42,11. Nello stesso periodo la media europea è passata da 42,88 a 44,57. La distanza si è così ridotta da 3,97 a 2,46 punti.
La Danimarca rimane prima
L’indice prende in esame cinque aree: presenza digitale, commercio elettronico, infrastrutture, innovazione e competenze. Il risultato descrive l’ambiente nel quale lavorano le imprese e la loro capacità di trasformare la tecnologia in crescita.
La Danimarca rimane in testa con 69,90 punti. Seguono Malta, a 61,93, e il Belgio, a 61,33. Gli aumenti più forti arrivano dalla Grecia, che guadagna 5,86 punti, dall’Estonia, con 4,67, e dalla Repubblica Ceca, con 4,37.
Un paese a due velocità
Il dato italiano nasconde due realtà diverse. Le infrastrutture tecnologiche valgono il sesto posto in Europa. Anche l’innovazione accelera, con un aumento di 18,59 punti rispetto all’anno precedente.
