«Sembra ieri quando mi trovai qui con i rappresentanti di Apple. Eravamo vicini alle rovine industriali e qualcuno aveva una faccia che ricordava “L’Urlo” di Munch. Poi li portammo nel campus e cambiarono idea» ricorda Giorgio Ventre, direttore scientifico della Apple Developer Academy che oggi ha festeggiato 10 anni nella sua sede all’interno campus universitario di San Giovanni a Teduccio della Federico II. Siamo nell’area industriale dell’ex-Cirio, nella periferia orientale della città.
In dieci anni, ha sottolineato Ventre, «sono successe tantissime cose incredibili». Oltre 3 mila studenti provenienti dall’Italia e da circa 80 Paesi hanno partecipato ai programmi dell’Academy svolti in collaborazione con l’Ateneo. Il programma di base dura 9 mesi, con 300 studenti l’anno, è gratuito e fornisce compentenze in coding, design, marketing, gestione dei progetti e intelligenza artificiale. Sono previsti altri programmi più brevi e un secondo anno per una selezione di chi termina il primo.
«Volevamo cambiare la vita di questo quartiere e la percezione di una città con 2.500 anni di storia nel mondo» continua Ventre. Citando dati della Banca d’Italia Ventre ha ricordato come l’occupazione nel settore IT in Campania sia cresciuta del 50%, con migliaia di nuovi posti di lavoro qualificati creati sul territorio.
Il rettore della Federico II, Matteo Lorito, ha evidenziato: «Qui gli studenti imparano facendo, attraverso il learning by doing. Lavorano su progetti reali, sviluppano app e sono direttamente responsabili dei risultati che producono». Un modello di sviluppo territoriale che l’ateneo punta a «replicare anche in altri contesti cittadini, da Scampia a Caivano».
Per Apple, la scelta di Napoli per la prima Academy europea non è stata casuale. «Volevamo portare il programma in un luogo in cui potesse avere un impatto significativo non solo nella vita dei singoli studenti, ma nel tessuto di una comunità», ha spiegato Alisha Johnson Wilder, Senior Director for Global Community Impact di Apple.











