Storie Web mercoledì, Maggio 13

Donald Trump è tornato ad attaccare i media sulla guerra contro l’Iran

Iran: Teheran minaccia, arricchiremo uranio al 90% se attaccati. Dossier sul tavolo Trump-Xi

Arricchire l’uranio al 90% in caso di un nuovo attacco israelo-americano. È una delle “opzioni” che Teheran dice di voler valutare qualora i bombardamenti di Usa e Israele dovessero ripartire. “Ne discuteremo in Parlamento”, dice Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera. Una posizione diametralmente opposta a quella più volte esplicitata da Donald Trump. “L’Iran non può mettere le mani su un’arma nucleare. Questa è una certezza al 100%”, afferma il presidente americano alla vigilia del suo viaggio in Cina per l’atteso incontro con Xi Jinping, dove il dossier iraniano sarà tra i temi caldi al centro del colloquio. “Non credo che abbiamo bisogno di aiuto con l’Iran”, minimizza però Trump su una possibile intercessione di Xi, “vinceremo in un modo o nell’altro. Vinceremo pacificamente o in altro modo”. Il tycoon continua a valutare la ripresa delle operazioni militari, specie dopo la risposta negativa di Teheran alla sua ultima proposta. In ogni caso, secondo fonti vicine ai colloqui, “difficilmente” verranno prese decisioni definitive prima della visita di Trump in Cina. Le stesse fonti aggiungono che sarebbe “in crescita” anche il malcontento degli Usa nei confronti del ruolo del Pakistan come mediatore. Diversi collaboratori di Trump ritengono che Islamabad non stia trasmettendo con “sufficiente fermezza” il “grado di frustrazione” del presidente americano all’Iran, che non starebbe “prendendo sul serio” gli avvertimenti ricevuti. Nel frattempo, mentre gli Usa inviano nell’area un bombardiere strategico dell’Areonautica B-1B Lancer, i costi dell’operazione americana continuano a crescere.

Secondo il dipartimento Usa della Difesa sarebbero ormai vicini ai 29 miliardi di dollari, a causa dell’aggiornamento dei costi di riparazione e sostituzione delle attrezzature e dei costi operativi generali. Secondo il segretario alla Guerra Pete Hegseth, che fa parte della delegazione che accompagnerà Trump in Cina, il cessate il fuoco con l’Iran rimane in vigore, anche se gli Stati Uniti hanno un ’piano b’ per l’escalation “se necessario”. Hegseth spiega anche che l’operazione ’Project Freedom’ per ripristinare la sicurezza dei traffici nello Stretto di Hormuz può essere riavviata in qualsiasi momento, “qualora il comandante in capo lo desiderasse”. Nel braccio di mare conteso le navi continuano a entrare e uscire con il contagocce. Nelle ultime ore una petroliera del Qatar avrebbe attraversato lo Stretto, mentre una nave battente bandiera maltese è stata fermata dai militari americani per “violazione del blocco” disposto da Washington.

Media, Usa-Cina concordano di non far pagare pedaggi ad Hormuz

Il segretario di Stato americano Marco Rubio e il suo omologo cinese Wang Yi hanno concordato, nel corso di una conversazione telefonica avvenuta ad aprile, di non permettere ad alcun Paese di imporre pedaggi per il transito attraverso lo stretto di Hormuz. Lo ha riferito alla agenzia giapponese Kyodo News un portavoce del dipartimento di Stato Usa.

Trump, «non abbiamo bisogno dell’aiuto della Cina con l’Iran»

“Non abbiamo bisogno dell’aiuto della Cina con l’Iran”. Lo ha detto Donald Trump ribadendo di essere contento di andare a Pechino. “Sarà un viaggio straordinario”, ha aggiunto.

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