Storie Web sabato, Ottobre 10

NEW DELHI – Nella più massiccia operazione di soppressione del dissenso degli ultimi anni, le forze di sicurezza indiane sabato hanno fermato centinaia di manifestanti e i loro leader per impedirgli di protestare contro l’esclusione di decine di milioni di cittadini dalle liste elettorali.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I leader del Cockroach Janta Party (Cjp) sono stati fermati dalla polizia non appena sono atterrati a Delhi da Mumbai, mentre decine di dimostranti già nelle strade della capitale sono stati costretti a salire sugli autobus delle forze di sicurezza e allontanati dal luogo della protesta.

«Sono venuto qui per essere arrestato, arrestatemi… Non ho paura di voi», ha detto il leader del Cjp Abhijeet Dipke agli agenti di polizia saliti a bordo dell’aereo. «No, questo non è un arresto», ha risposto uno degli agenti. «Vi preghiamo di collaborare».

Il Cjp ha condannato quello che ha definito il «fermo autoritario» dei propri leader, descrivendolo come una «cattura pianificata in anticipo» finalizzata a paralizzare la guida della manifestazione di sabato, e ne ha chiesto l’immediato rilascio.

Il clima nella capitale indiana è teso già da venerdì, quando – con decine di migliaia di poliziotti e paramilitari nelle strade – è stata ordinata la chiusura di 45 stazioni della metropolitana, la sospensione di diversi collegamenti ferroviari verso New Delhi e il blocco dei servizi di telefonia mobile nel centro della città. Transenne e blocchi di cemento hanno interrotto il traffico, mentre veicoli antisommossa dotati di lanciatori di gas lacrimogeni sono stati posizionati lungo le principali arterie stradali.

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