L’uragano Isaias ha toccato terra vicino a Destin, in Florida, come uragano di categoria 2, provocando allagamenti e interruzioni della rete elettrica. Dopo l’impatto si è indebolito fino alla categoria 1, ma resta l’allerta per mareggiate, inondazioni improvvise e ulteriori danni alle infrastrutture. Quasi 380mila utenti in Florida e oltre 210mila in Alabama erano senza elettricità nelle prime ore successive al passaggio della tempesta.
L’impatto economico più immediato riguarda il settore energetico. In via precauzionale le compagnie hanno fermato circa 1,5 milioni di barili al giorno di produzione di petrolio nel Golfo del Messico, quasi il 72% del totale dell’area, insieme al 59% della produzione di gas. Sono stati inoltre evacuati gli equipaggi di 129 piattaforme. Il Golfo produce normalmente circa il 15% del greggio statunitense.
Il rischio maggiore, oltre allo stop temporaneo delle piattaforme, riguarda ora le raffinerie e la rete elettrica. Associated Press segnala in particolare l’esposizione degli impianti di Pascagoula, in Mississippi, e Mobile, in Alabama: blackout o allagamenti prolungati potrebbero ridurre l’offerta di carburanti in una fase in cui le scorte di diesel sono già sotto pressione.
Se gli impianti non subiranno danni rilevanti, la produzione offshore potrebbe ripartire rapidamente e l’effetto sui prezzi restare limitato. Interruzioni più lunghe delle raffinerie potrebbero invece esercitare nuove pressioni su benzina e diesel, in un mercato petrolifero già teso dalle crisi geopolitiche internazionali.









