Il deficit commerciale europeo nei confronti della Cina è ammontato l’anno scorso a circa 360 miliardi di euro. L’ex diplomatico slovacco ha anche aggiunto che i capi di Stato e di governo dell’Unione europea discuteranno la settimana prossima in un vertice «i prossimi passi» da compiere nel rapporto con Pechino. Il tono dei Ventisette nei confronti della Cina si è fatto più combattivo, soprattutto in Germania.
Alla domanda se era soddisfatto e se poteva considerare l’intesa di ieri quel «risultato tangibile» che si era auspicato nel giugno scorso, il commissario ha risposto: «È un risultato molto buono. Al tempo stesso voglio sottolineare che non siamo certo alla fine, bensì all’inizio di un cammino per riequilibrare il nostro rapporto commerciale». Si è anche rimesso alla valutazione dei paesi membri, tanto più che non è ancora chiaro come verranno moderate le esportazioni cinesi di auto ibride. A questo riguardo, il commissario ha ammesso che «le procedure devono ancora essere discusse».
Intanto, a Bruxelles, l’associazione dei produttori europei di auto ha commentato positivamente l’esito del negoziato: «L’ACEA accoglie con favore l’annuncio da parte della Commissione europea e della Cina di un accordo provvisorio volto a risolvere critici squilibri commerciali. In attesa di poter analizzare tutti i dettagli dell’accordo, questo annuncio rappresenta un passo positivo». Positivo è stato anche il commento della Camera di commercio cinese nella UE.
Come detto, Pechino si è detta pronta a facilitare l’export di terre rare, e di aprire alcuni settori della sua economia. In un comunicato congiunto pubblicato oggi, le parti hanno stilato una lista di impegni su cui vogliono lavorare nei prossimi mesi – un prossimo incontro è già previsto in gennaio: dal controllo dell’export ai diritti intellettuali. Oltre che nel settore auto, l’Europa soffre la concorrenza cinese anche nella chimica, nella meccanica e nelle tecnologie verdi.










