Storie Web venerdì, Novembre 6

NAIROBI – L’Africa National Congress scivola verso il peggior risultato della sua storia elettorale, incassando una batosta che inasprisce la sua crisi e apre la strada al rebus delle coalizioni locali in Sudafrica. Secondo stime diffuse a spogli quasi completi, l’Anc si attesterebbe sul 32% dei consensi nel voto alle elezioni municipali del 4 novembre, contro il 24% dei liberali della Democratic Alliance.

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Un tonfo di almeno otto punti percentuali rispetto al 40% delle elezioni nazionali del 2024 e di quasi 14 rispetto ai 45,6%, suggellando una discesa costata l’addio alla maggioranza parlamentare custodita dalla fine dell’apartheid nei primi anni ’90. Oggi l’Anc governa insieme alla Democratic Alliance in un «governo di unità nazionale» imbastito dopo il voto shock di due anni fa, nel guado fra il primo campanello d’allarme delle urne locali e la conferma arrivata nell’ultima tornata.

Gli equilibri della coalizione, già minati da dissensi fra i due azionisti principali, potrebbero vacillare o ridisegnarsi con il collasso subito dal partito che esprime anche il presidente in carica Cyril Ramaphosa. La Democratic Alliance è in vantaggio a Città del Capo, Johannesburg e Pretoria, ma nelle ultime due e nelle altre municipalità metropolitane si va verso lo scenario di coalizioni locali. Non è ancora chiara la composizione.

Il tracollo dell’Anc e i riflessi sul «Gnu»

Il tonfo elettorale infligge un nuovo colpo al presidente in carica e leader dell’Anc, Cyril Ramaphosa, in carica dal 2018 e artefice dell’esperimento del governo di unità nazionale (Gnu). La crisi dell’Anc si trascina da anni e sembra scontare, nel consenso sul territorio, il peso dei disservizi disseminati nelle 257 municipalità chiamate al voto.

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