L’agenzia di stampa ufficiale libanese riferisce che l’aviazione israeliana ha effettuato due nuovi raid nel Libano meridionale. Gli attacchi, condotti a cinque minuti di distanza l’uno dall’altro, hanno colpito la cresta strategica di Ali al-Taher, nella provincia di Nabatieh, un’area che domina il Libano meridionale e il nord di Israele

Teheran autorizza passaggio petroliere irachene a Hormuz

L’Iran ha autorizzato alcune petroliere irachene ad attraversare lo Stretto di Hormuz per tutelare gli interessi economici di Baghdad. Lo riferisce l’agenzia ufficiale iraniana Irna, precisando che la decisione è arrivata in coincidenza con la visita in Iraq del presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. Secondo Irna, il presidente del Parlamento iracheno Haibat al-Halbousi ha chiesto a Ghalibaf di consentire il passaggio delle petroliere attraverso lo strategico braccio di mare. L’agenzia non precisa quante navi saranno autorizzate al transito, quando entrerà in vigore il permesso né se sia prevista una scadenza.

Iran: «Dottrina militare passa da impostazione difensiva a offensiva»

La dottrina militare iraniana sta passando da un’impostazione “difensiva” a una “offensiva” sulla base delle lezioni apprese dalle recenti guerre. Lo ha dichiarato il portavoce dell’esercito iraniano, Mohammad Akraminia, citato dai media di Stato. “In passato la dottrina militare del nostro Paese era difensiva, ma gradualmente, nel corso di queste due guerre, abbiamo assistito a un passaggio da una postura difensiva a una offensiva”, ha spiegato. Questo cambiamento, ha precisato, “non significa condurre operazioni preventive contro il nemico”, ma “risponderemo immediatamente a qualsiasi atto di aggressione e su una scala più ampia dell’aggressione stessa”. Akraminia ha affermato che Teheran ha riparato i sistemi militari danneggiati nei precedenti combattimenti e ne ha messi in servizio di nuovi. “Lavoriamo senza sosta affinché, se il nemico dovesse commettere nuovamente un errore di valutazione, possiamo infliggergli una risposta ancora più schiacciante di prima”, ha detto, aggiungendo che la recente riorganizzazione della catena di comando punta ad accelerare i tempi di reazione. “Da quando siamo entrati in una fase di cessate il fuoco e di silenzio, abbiamo cercato di non perdere neanche un momento, perché non ci fidiamo affatto del nemico”, ha sottolineato. Secondo il generale, inoltre, dopo la guerra lo Stretto di Hormuz ha acquisito “un’influenza geopolitica decisiva” nel perseguimento degli obiettivi di politica estera di Teheran.

A Hormuz transiti in ripresa ma ancora al 20% della media pre-guerra

Il numero di navi che attraversano lo Stretto di Hormuz è aumentato del 27% nell’ultima settimana, secondo un’analisi della Cnn basata sui dati dell’Uk Maritime Trade Operations (Ukmto), l’Autorità britannica per le operazioni di commercio marittimo), che ha registrato 103 navi in entrata e 89 in uscita. Tuttavia, si tratta ancora soltanto del 20% della media dei sette giorni precedenti la guerra, e lo Stretto resta un punto nevralgico del conflitto tra Iran e Stati Uniti. La maggior parte delle navi batteva bandiera di Panama (7) e Liberia (6), mentre non risultano navi battenti bandiera statunitense. Il tipo di imbarcazione più comune che ha attraversato lo Stretto è stata la petroliera per prodotti raffinati, generalmente utilizzata per il trasporto di prodotti petroliferi lavorati. Per il momento, i dati indicano che la Marina statunitense sta aumentando il proprio controllo sullo Stretto, mentre l’Iran sta perdendo gran parte del controllo sull’area: oltre l’80% dei liquidi trasportati nelle ultime due settimane è transitato attraverso la rotta omanita, un corridoio marittimo autorizzato dalle Nazioni Unite che l’Iran contesta fermamente.

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