Oltre 2mila iniziative, realizzate con 6.700 organizzazioni del terzo settore; 4500 inserimenti lavorativi, la gestione di 110 beni confiscati e di 57 monumenti: il bilancio di venti anni della Fondazione Con Il Sud è fatto di numeri importanti che sono stati presentati ieri a Napoli, con un evento “Sud Vivo”, dedicato al tema dello spopolamento del Mezzogiorno e alle prospettive di rigenerazione demografica. Evento che si è tenuto all’interno del Complesso monumentale Donnaregina, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
«Come dicono i quattro verbi della Fondazione così chiaramente indicati _ ha detto il presidente Mattarella _ chi nasce nel Meridione possa scegliere liberamente di restarvi, possa tornarvi se ha fatto esperienza altrove e possa aggiungersi chi viene da fuori per arrivare nel Meridione. E questo trasfonde una chiave di sviluppo dell’intero Paese: quanti lavorano a questo scopo svolgono un compito prezioso nella vita della nostra comunità nazionale». Per il Capo di Stato c’è stato lo spazio anche per una fotografia, assieme ai bambini della Cooperativa Sociale La Paranza.
Preoccupazioni per lo spopolamento. Cresce la preoccupazione degli italiani per lo spopolamento del Paese, soprattutto del Mezzogiorno. Il 73% dei cittadini, oltre 7 su 10, si dichiara preoccupato per il fenomeno e ritiene che debba essere affrontato con priorità. È un dato in crescita di 13 punti rispetto alla precedente rilevazione del marzo 2025. È quanto emerge dalle anticipazioni dell’indagine “Gli italiani e lo spopolamento… Non solo al Sud”, condotta dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, per la Fondazione con il Sud e presentata a Napoli. Il calo delle nascite preoccupa invece 8 italiani su 10, con un dato sostanzialmente uniforme su tutto il territorio nazionale. Secondo i dati Istat richiamati nel rapporto, tra il 2001 e il 2023 il Mezzogiorno ha perso circa 730mila residenti. Le proiezioni al 2080, anche negli scenari meno pessimisti, indicano una perdita stimata di circa 8 milioni di abitanti, con una forte contrazione delle fasce giovanili. Per il 69% degli intervistati, la misura più efficace per contrastare lo spopolamento è la creazione di opportunità di lavoro nei territori interessati. Seguono gli incentivi fiscali e le agevolazioni per imprese e giovani (61%), il miglioramento del trasporto pubblico e della mobilità (56%), il sostegno all’acquisto o alla ristrutturazione della prima casa nei piccoli borghi (54%) e il potenziamento dei servizi educativi, sanitari e alla persona (51%). Il 62% degli italiani ritiene che i progetti di rigenerazione locale debbano essere promossi congiuntamente dalle istituzioni, dalle imprese e dal privato sociale, mentre solo un terzo affiderebbe questo compito esclusivamente alle istituzioni.
Ma una inversione di tendenza è ancora possibile.«Non solo Napoli, ma tantissime aree del Sud, anche delle aree interne, dimostrano che c’è una voglia di reagire allo spopolamento _ dice il presidente di Fondazione con il Sud, Stefano Consiglio _ Proviamo con le nostre risorse a stare al fianco di queste comunità. È importante che questo stare al fianco si allarghi agli enti regionali, e molte Regioni si stanno muovendo in tal senso, e a tutte le realtà nazionali, perché se il Sud si spopola questo non è soltanto un problema del Sud, è un problema di tutta l’Italia». Consiglio continua: «Oggi presentiamo il rapporto Sud Vivo, che oltre a contenere dati vuole raccontare le tante storie del Sud che sta reagendo, che sta migliorando, che sta creando le occasioni per dare lavoro ai ragazzi e alle ragazze del Sud e a volte anche attrarre persone dal Nord che vengono a lavorare al Sud. Noi proviamo a presentare l’altra faccia del Sud, quella che è al lavoro per poter migliorare le cose, tante persone, uomini e donne, giovani e meno giovani, che danno una speranza. È importante, per battere questa depressione, questo senso di ineluttabilità, che ci sia una speranza. Tanti ragazzi e ragazze stanno dimostrando che è possibile migliorare le cose».
Piccole storie di comunità che reagiscono e mostrano un Sud vivo, sono quelle raccolte nel Report curato da Francesco Izzo e Fabrizio Minnella. «Chi mangia fa briciole», dice Francesco Izzo spolverando un detto siciliano e per rappresentare l’azione di contaminazione messa in atto con i tanti progetti del terzo settore. Diciotto storie raccontano di un Sud che crea valore, accoglie, innova e si organizza, non si rassegna e non si lamenta, e che dice qualcosa a tutto il Paese.











