I ministri dell’Unione radunati nell’isola mediterranea per rispondere all’emergenza petrolifera (e non solo) dopo la guerra in Iran
«Siamo di fronte a una situazione molto seria, la crisi energetica in Medio Oriente mette sotto pressione l’Europa. È una crisi energetica ma è più corretto dire che si tratta di una crisi di energia fossile. Per questo dobbiamo portare avanti i nostri obiettivi di transizione dai combustibili fossili e intensificare i nostri sforzi per migliorare l’efficienza energetica e sostituire una quota maggiore di combustibili fossili con le energie rinnovabili». Lo ha detto il commissario Ue all’energia, Dan Jorgensen, all’arrivo al Consiglio energia informale in corso a Cipro.
«Capisco che alcuni Stati membri si trovino, nel breve termine, in una situazione in cui devono sovvenzionare determinati settori industriali o aiutare i cittadini vulnerabili. Questo è legittimo. Siamo però convinti sul fatto che queste misure debbano essere mirate e devono essere temporanee», ha proseguito Jorgensen, sottolineando che la «cosa migliore che possiamo fare per i nostri cittadini e le nostre industrie è rendere il più allettanti possibile gli incentivi che li spingano ad abbandonare i combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili».
Il commissario ha anche anticipato che illustrerà ai ministri il «catalogo di buone pratiche e idee su come ridurre i consumi e la domanda» presentato nelle scorse settimane.











