Storie Web martedì, Luglio 14

In Europa a giocare un ruolo decisivo sono le autorità di controllo che hanno la possibilità di aprire istruttorie e irrogare sanzioni milionarie, ma anche i singoli utenti possono chiedere risarcimenti del danno.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Le azioni degli utenti

La leva giuridica è il Regolamento europeo 2022/2065, il cosiddetto Digital Services Act (Dsa), pienamente applicabile anche in Italia dal 17 febbraio 2024, che mira a tutelare soprattutto i minorenni da attacchi massivi alla loro sicurezza. Le norme europee proteggono gli utenti dai rischi delle piattaforme, ma potrebbero avere ripercussioni dirette anche sui singoli casi.

L’articolo 54 del Dsa consente, infatti, anche agli utenti di chiedere un risarcimento del danno davanti al giudice nazionale in caso di violazioni da parte delle piattaforme. Sarà però necessario dimostrare il nesso di casualità tra la condotta omissiva della piattaforma e il danno lamentato. Un onere della prova non certo semplice, ma comunque possibile e un “aiuto” importante potrebbe venire sia dai verdetti americani che dalla chiusura delle istruttorie avviate dalla Commissione Ue.

Oltre a quantificare il danno da subito, l’utente dovrà inoltre dimostrare che questo non si sarebbe verificato se il fornitore di servizi intermediari avesse rispettato i propri obblighi previsti dal Dsa.

Obblighi per piattaforme e browser

In particolare, in base all’articolo 34, le piattaforme online e i motori di ricerca di dimensioni molto grandi (più di 45 milioni di utenti attivi) devono individuare e prevenire i rischi sistemici derivanti dalla progettazione, dal funzionamento o dall’uso dei loro servizi e redigere una valutazione sulle misure di sicurezza adottate almeno una volta l’anno. Dovrebbero, ad esempio, evitare la diffusione di contenuti illegali ed effetti negativi sui diritti fondamentali, sulla sicurezza pubblica e sulla violenza di genere.

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