Una coalizione europea per sviluppare uno scudo comune contro i missili balistici. È questa la principale iniziativa sul fronte della difesa lanciata lunedì 13 luglio a Parigi, in occasione della riunione della Coalizione dei Volenterosi.
Si tratta di una dichiarazione congiunta per avviare la costituzione di una Coalizione per la difesa anti-missili balistici. Il documento, che prende forma dopo il vertice dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (Nato) che si è svolto il 7 e l’8 luglio ad Ankara, in Turchia, è stato sottoscritto dai leader di Italia, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Ucraina e Regno Unito.
L’obiettivo, si legge nella dichiarazione, è sviluppare in tempi rapidi una capacità europea di difesa «puramente difensiva» attraverso la realizzazione di un’ «architettura integrata di difesa missilistica» in grado di «scoraggiare e neutralizzare future minacce missilistiche». La prima minaccia arriva da Est, e ha il volto della Russia.
Il progetto affiancherà e integrerà i sistemi nazionali già in servizio o in fase di acquisizione, facendo leva sulla cooperazione tra industrie della difesa, ricerca e capacità operative. Il tutto si contestualizza nel progressivo disimpegno degli Stati Uniti dal teatro europeo, più volte minacciato dal presidente Usa Donald Trump. «Nel tempo – si legge in un report di Moody’s – anche i 50 miliardi di dollari di nuovi appalti annunciati al vertice di Ankara contribuiranno a colmare queste lacune di capacità, così come il “NATO Innovation Scale-Up Package”, che mira ad accelerare l’adozione di nuovi prodotti innovativi in aree prioritarie quali la capacità di attacco in profondità e la difesa aerea».
Il sistema Freya annunciato da Zelensky
E proprio su questo punto, la messa in campo di un “ombrello” capace di proteggere i Paesi dell’Alleanza atlantica da attacchi provenienti dal cielo, si focalizza il documento uscito dall’incontro di Parigi. L’idea, molto probabilmente, è quella di riunire le forze, coinvolgendo l’Ucraina, nella produzione del sistema Freya, una sorta di Patriot in salsa europea. È stato lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky, lo scorso 10 luglio, a parlare di Freya. «È un sistema anti-balistico analogo del Patriot, ma più facile da produrre in serie e meno costoso – aveva spiegato -. Questo è un modello europeo. Il nostro compito è riunire leader, aziende e consulenti per la sicurezza nazionale e presentare il progetto pertinente ai Paesi che possono aiutare l’Ucraina a realizzarlo molto rapidamente».











