Dopo settimane di manifestazioni e scontri, in Albania la tensione non accenna a diminuire. Oggi per le strade della capitale Tirana sono tornate nuove proteste violente, con gruppi di studenti riuniti davanti al ministero dell’Educazione, per chiedere le dimissioni del premier socialista Edi Rama. Prima i cassonetti di immondizia dati alle fiamme, poi i lanci di sassi contro la polizia e infine le bombe molotov. Le forze dell’ordine hanno risposto con idranti e lacrimogeni. Gli scontri sono durati circa 30 minuti e la folla, ridotta a causa anche di una fitta pioggia, si è poi ritirata, dirigendosi verso il Palazzo di governo.
L’opposizione di centrodestra, guidata da Sali Berisha, ha tentato di unirsi alla manifestazione degli studenti, ma è stata respinta. «L’opposizione siamo noi», hanno dichiarato i giovani, i quali avevano creato anche un cordone per ostacolare l’avanzare dei militanti dell’opposizione.