Storie Web venerdì, Ottobre 30

NEW DELHI – Binance, la più importante piattaforma al mondo per lo scambio di criptovalute, è stata colpita venerdì dall’attacco informatico più grande mai sferrato contro una società del settore. Secondo una società privata di intelligence, la responsabilità sarebbe riconducibile alla Corea del Nord.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«L’impatto totale stimato si aggira intorno ai 6,3 miliardi di dollari», ha dichiarato Binance in un post su X. «Abbiamo collaborato con i partner della blockchain per congelare gli asset coinvolti: finora sono stati bloccati circa 3 miliardi di dollari». Binance – che ha già annunciato che coprirà tutte le perdite – ha temporaneamente sospeso tutti i depositi e i prelievi.

La pista nordcoreana

La società di intelligence blockchain Trm Labs attribuisce l’attacco alla Corea del Nord, definendolo «il più grande furto di criptovalute mai registrato». In particolare «sulla base di solide informazioni raccolte sia on-chain sia off-chain», Trm punta il dito contro TraderTraitor, l’unità d’élite di hacker della Corea del Nord. «Formuliamo questa valutazione con un elevato grado di certezza», dicono da Trm.

Gli agenti nordcoreani da anni riescono a impadronirsi di miliardi di dollari in asset digitali, utilizzando complesse reti di riciclaggio per convertire le criptovalute rubate in dollari statunitensi o yuan cinesi, aggirando così le sanzioni internazionali. Secondo gli Stati Uniti e le Nazioni Unite, questi furti digitali finanziano una parte significativa degli investimenti di Pyongyang per dotarsi di armi di distruzione di massa.

«Si tratta di un danno enorme per il settore delle criptovalute» spiega Tian Zeng, chief executive officer dell’hedge fund specializzato in criptovalute Third Eye. «Il fatto che questi attacchi continuino a verificarsi rende il settore pericoloso, soprattutto in una fase in cui vengono rilasciati nuovi modelli di intelligenza artificiale ogni due settimane».

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