Carlo ha attentamente calibrato le sue parole, nel suo discorso e altrove. Agli americani ha inviato un messaggio di sostegno alla Nato e impegno alla protezione dell’Ucraina, temi che scottano per Trump, sprezzante dell’Alleanza e frustrato con Kiev. Ma lo ha fatto con toni alti: l’alleanza transatlantica ha radici nella «generosità d’animo e nel dovere di promuovere la compassione, favorire la pace, approfondire la comprensione reciproca e valorizzare le persone di tutte le fedi e anche senza alcuna fede».
Parole facilitate dalla coincidenza della visita con uno storico anniversario Usa, il 250esimo anno dall’indipendenza.Il protratto cerimoniale ha contribuito al clima disteso. Il Re è stato accompagnato dalla Regina Camilla, che si è intrattenuta con la first lady Melania.
È stato accolto da un saluto con 21 colpi di cannone e ha partecipato alla cerimonia di rassegna delle truppe, il massimo onore diplomatico concesso dagli Stati Uniti a capi di stato stranieri. In cielo hanno sfrecciato aerei militari. In serata Trump ha offerto un ricevimento e cena alla presenza di politici e celebrità di entrambi i Paesi.
Il presidente, in affanno nei sondaggi in patria e nel conflitto in Iran all’estero, è parso a sua volta pronto a far leva su onori e sfarzi, che gli sono tradizionalmente cari, in cerca di smalto e forse sollievo da polemiche. Ha reso omaggio ai reali britannici e ai legami tra i due popoli e paesi. Ha ricordato con nostalgia che sua madre era nata in Scozia e «amava la famiglia reale», tanto da aver avuto un debole per un giovane Carlo. E sottolineato «come prima che gli americani avessero una nazione o una costituzione, avevano una cultura, un carattere, un credo. Prima di proclamare l’indipendenza, gli americani portavano con sé il dono più raro, il coraggio morale, venuto da un piccolo ma potente regno oltreoceano».
Non è mancata una battuta leggera: accennando al tempo piovigginoso, Trump ha esclamato: «Splendida giornata britannica». Ma la visita reale ha avuto luogo tra intensificate misure di sicurezza dopo lo sventato attentato a Trump sabato scorso alla cena annuale dei giornalisti della Casa Bianca.




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