Storie Web venerdì, Luglio 24

L’amministrazione del presidente Donald Trump imporrà da venerdì nuovi dazi compresi tra il 10% e il 12,5% sulle importazioni provenienti da 60 Paesi, nell’ambito di un nuovo regime tariffario che, secondo la Casa Bianca, punta a contrastare il lavoro forzato. Lo riferisce il Wall Street Journal.

Secondo il quotidiano, i nuovi dazi, annunciati dall’ufficio del rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer, sostituiranno la tariffa globale temporanea del 10% introdotta da Trump a febbraio dopo che la Corte Suprema aveva annullato gran parte del precedente impianto tariffario dell’amministrazione.

Il Wall Street Journal spiega che i nuovi prelievi riguardano circa 60 Paesi, che rappresentano il 99% degli scambi commerciali degli Stati Uniti. Ai Paesi che dispongono di una legislazione contro il lavoro forzato sarà applicato un dazio del 10%, mentre per quelli privi di norme specifiche l’aliquota sarà del 12,5%.

Le nuove misure entreranno in vigore alle 00:01 di venerdì, in coincidenza con la scadenza della tariffa temporanea del 10%. Restano esclusi i prodotti già soggetti ai dazi per motivi di sicurezza nazionale, tra cui acciaio, alluminio, automobili e componenti, oltre ad alcune importazioni alimentari e agricole, fertilizzanti e prodotti energetici, riferisce il quotidiano.

Secondo il Wall Street Journal, il nuovo regime tariffario si basa sulla Sezione 301 del Trade Act del 1974, una disposizione che conferisce al presidente ampi poteri in materia commerciale ed è considerata giuridicamente più solida rispetto alla base normativa utilizzata per i dazi bocciati dalla Corte Suprema. Una volta entrati in vigore, i dazi potranno rimanere in vigore a tempo indeterminato ed essere modificati unilateralmente dal presidente.

Un alto funzionario dell’amministrazione, citato dal quotidiano, ha spiegato che i Paesi che adotteranno misure più efficaci contro il lavoro forzato potranno ottenere una riduzione dell’aliquota dal 12,5% al 10%. L’India, ad esempio, è passata dal 12,5% al 10% dopo l’approvazione di una legge sul contrasto al lavoro forzato. Resta invece incerto se qualche Paese possa ottenere in futuro un’aliquota pari a zero.

Il Wall Street Journal osserva che, pur essendo presentati come uno strumento contro il lavoro forzato, i nuovi dazi sono considerati da alcuni critici un tentativo di ricostruire il sistema tariffario globale di Trump dopo la decisione della Corte Suprema. Secondo esperti di diritto commerciale citati dal giornale, tuttavia, le nuove misure hanno maggiori probabilità di superare eventuali ricorsi giudiziari proprio perché fondate sulla Sezione 301 del Trade Act del 1974.
 

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