Con il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), il governo ha fissato la cornice macroeconomica. Ora la manovra entra nella fase delle misure, con un calendario serrato che si gioca su due tavoli. Il primo è quello parlamentare: la legge di bilancio arriverà alle Camere nella seconda metà di ottobre e l’esame impegnerà novembre e dicembre. Il secondo è quello europeo, dove l’Italia cerca margini aggiuntivi per energia e difesa.
L’Ecofin del 9 ottobre
Il primo appuntamento è il 9 ottobre, con l’Ecofin in Lussemburgo. Il governo ha deciso di dare seguito alla richiesta inviata a Bruxelles per attivare la clausola di flessibilità, nonostante la mancata uscita dalla procedura per deficit eccessivo. La Commissione dovrà verificare, come si legge nel Dpfp, che «sussistano le circostanze eccezionali» e misurare l’impatto sui conti. Dovrà anche accertare, con un’analisi di sostenibilità del debito, la compatibilità con la tenuta fiscale di medio termine. Sul tavolo dei ministri c’è inoltre la richiesta di ulteriore margine per l’effetto dell’inflazione sulla spesa netta, avanzata da Roma e da altri Paesi.
Lo scheletro della manovra
Entro il 15 ottobre il governo deve inviare alla Commissione il Documento programmatico di bilancio (Dpb). È una versione più snella del Dpfp che, oltre agli obiettivi, contiene l’impianto della manovra e il peso finanziario delle misure principali. Negli stessi giorni, il 15 e 16 ottobre, il dossier flessibilità salirà al livello dei leader: al Consiglio europeo di Bruxelles un gruppo di capi di governo, tra cui Giorgia Meloni, dovrebbe rilanciare la richiesta.
Il Cdm
Entro il 20 ottobre tocca al Consiglio dei ministri approvare il disegno di legge di bilancio e trasmetterlo alle Camere, dando avvio alla sessione di bilancio. Il termine è indicativo: tra il via libera di Palazzo Chigi e l’arrivo del testo in Parlamento passano spesso diversi giorni. Il 21 ottobre Eurostat notificherà i dati sul deficit sulla base della comunicazione Istat. Su quei numeri la Commissione valuta formalmente l’uscita dalla procedura.
La partita europea di novembre
A novembre la partita europea entra nella fase decisiva. Il 9 la richiesta italiana di attivazione della clausola torna all’Ecofin, dopo la proposta della Commissione, e il Consiglio deve adottare la raccomandazione specifica a maggioranza qualificata. Il 17 Bruxelles pubblicherà le previsioni d’autunno su crescita e conti pubblici dell’area euro. Il 24, nell’ambito del semestre europeo, arriveranno i pareri sui documenti di bilancio dei Paesi della moneta unica, Italia compresa.
