Storie Web domenica, Ottobre 4

«Winning the AI Race»

Trump la definisce una «corsa» almeno dal luglio 2025, quando la Casa Bianca pubblicò «Winning the AI Race», oltre novanta azioni federali per accelerare l’innovazione, costruire le infrastrutture necessarie e portare tecnologia e standard americani sui mercati internazionali. «Whoever has the largest AI ecosystem will set global AI standards», si legge nel piano. Chi controllerà l’ecosistema più grande stabilirà gli standard globali e ne ricaverà, secondo la Casa Bianca, vantaggi economici e militari.

Per costruire quell’ecosistema non bastano i modelli sviluppati da OpenAI, Google, Anthropic o xAI. Servono semiconduttori, data center, elettricità, reti, capitali e accesso ai mercati. Il piano incarica i dipartimenti del Commercio e di Stato di lavorare con l’industria per offrire agli alleati pacchetti americani «full-stack». Vale a dire hardware, modelli, software, applicazioni e standard.

La corsa con la Cina

«If we don’t, then China will easily catch us in the AI race», «se non lo facciamo, la Cina ci raggiungerà facilmente nella corsa all’intelligenza artificiale», avvertiva Trump due anni fa mentre preparava l’offensiva contro le leggi statali considerate troppo restrittive. L’ordine firmato pochi giorni dopo incaricò il dipartimento di Giustizia di creare una task force per contestare le norme incompatibili con la politica federale e chiese un quadro nazionale «minimally burdensome», «il meno oneroso possibile». Washington puntava a impedire che regole diverse da Stato a Stato imponessero alle aziende una rete crescente di obblighi proprio mentre la Casa Bianca chiedeva loro di accelerare.

Di recente, il presidente ha sostenuto che gli Stati Uniti siano circa diciotto mesi avanti rispetto alla Cina nell’intelligenza artificiale e ha respinto l’idea di rallentarne lo sviluppo per ragioni di sicurezza. Farlo, ha detto, significherebbe rischiare di perdere quel vantaggio su Pechino.

L’IA entra nell’apparato di sicurezza nazionale

Il 5 giugno Trump ha ordinato di accelerare l’impiego dell’intelligenza artificiale «nelle attività di intelligence e nelle operazioni militari». Il memorandum presidenziale sulla sicurezza nazionale chiede di facilitare l’accesso ai modelli più avanzati e di costruire infrastrutture di calcolo ad alta sicurezza capaci di farli funzionare su larga scala. Tra i destinatari, il Director of National Intelligence, il direttore della Cia, l’Fbi e i vertici della Difesa. L’obiettivo dichiarato è conservare la «superiorità tecnologica» americana sugli avversari e sui concorrenti strategici.

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