Il clima politico italiano attraversa una fase di forte movimento, segnato da dichiarazioni incrociate e posizionamenti strategici da parte dei leader. Si è ormai in una fase pre-elettorale poiché la legislatura è arrivata ad affrontare il suo ultimo anno.
Sul fronte del centrodestra, il nodo centrale riguarda i rapporti con la nuova formazione di Roberto Vannacci (Futuro Nazionale). Il generale, a margine di un evento a Orvieto, ha ribadito che la questione delle alleanze andrà affrontata unicamente “a ridosso delle elezioni”, mantenendo una linea autonoma. Sulla stessa figura pesano però le valutazioni nette della coalizione di governo: riprendendo quanto già espresso in passato da Giorgia Meloni, anche analisti e retroscenisti – richiamati di recente da Italo Bocchino – hanno evidenziato come, all’interno del centrodestra, un’eventuale forzatura sui rapporti con i movimenti radicali rischierebbe di spaccare l’area moderata, con la convinzione che un asse non gestito preferirebbe persino rischiare la sconfitta elettorale piuttosto che snaturare il perimetro della coalizione.
Palazzo Chigi (ANSA)
Ma non è solo un problema che coinvolge l’area moderata ma soprattutto la Lega. L’ex partito di Vannacci, dato ai sondaggi al 5,7%, ha visto il suo elettorato svuotato da quello di Vannacci, ormai sopra il 7% che, secondo alcuni di questi sondaggi, avrebbe superato la stessa Forza Italia. Per quanto riguarda la Lega e Salvini all’orizzonte c’è anche il Congresso straordinario della Lega. Al termine del consiglio federale in via Bellerio, Matteo Salvini ha incassato l’unanimità dei presenti sul suo ruolo di segretario, aprendo però ufficialmente la strada a un congresso per lasciare l’ultima parola ai territori e ai sindaci. Lanciando la sfida in vista dell’appuntamento, il leader del Carroccio ha chiuso con un auspicio: “Conto e mi aspetto che si candidi qualcuno d’altro”. I malumori esistono ma bisognerà vedere se, in una fase di difficoltà, ci sarà una spaccatura che potrebbe mettere il partito di fronte ad una crisi grave.

Il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci durante la seconda giornata della Costituente Nazionale di Futuro Nazionale all’Auditorium della Conciliazione, Roma, 14 giugno 2026 (ansa)
Nel campo largo del centrosinistra il dibattito si muove invece tra la ricerca di un’intesa programmatica e la gestione delle diverse anime. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha confermato la disponibilità del M5S a discutere e costruire un programma comune con la coalizione, ponendo tuttavia paletti rigidi su temi cruciali (come il no all’invio di armi e alle spese militari incontrollate, il riconoscimento della Palestina e forti tutele sociali). Se da un lato si lavora per trovare una sintesi, dall’altro emergono frizioni e cautele, soprattutto sui confini definitivi dell’alleanza e sul coinvolgimento di forze centriste. Ma, afferma il leader dei verdi e di Avs Bonelli, “non può essere una sfida a due, Conte da una parte e Schlein dall’altra, come se il candidato alla Presidenza del consiglio debba per forza essere scelto tra le due forze maggiori”, come dire che la ricerca di una figura terza potrebbe rendere la coalizione più competitiva perché più aperta a scelte non essenzialmente maggioritarie.
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Il quadro dei sondaggi sulle coalizioni
A rendere ancora più teso il dibattito contribuiscono le ultime rilevazioni demoscopiche (come la Supermedia AGI/YouTrend e i dati SWG/Only Numbers), che fotografano un quadro mutato rispetto al passato:
Per la prima volta nella legislatura, la somma delle forze tradizionali del centrodestra scende sotto la soglia del 41% (attorno al 40,4% – 40,7%).
L’area del campo largo (Pd, M5S, Avs e forze collegate) avanza e si attesta in area 43,9%, beneficiando anche delle dinamiche legate alle nuove ipotesi di legge elettorale.
A pesare in modo determinante è la crescita costante di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, accreditato attorno al 7,5% – 7,9%, un fattore che scompiglia gli equilibri interni alla destra e rende incerto qualsiasi calcolo sui seggi in vista di un voto politico. Al momento un mancato ingresso di Vannacci nel centrodestra potrebbe portare la coalizione guidata da Meloni, stando ovviamente ai sondaggi, a perdere il confronto col campo largo nelle prossime elezioni politiche.
Da qui al momento del voto c’è ancora tempo sebbene si stia consolidando giorno dopo giorno un ritorno alle urne con qualche mese d’anticipo rispetto alla scadenza naturale che è il settembre del 2027
