«Il congresso straordinario della Lega si terrà entro un mese. Si potrà discutere di tutto, statuto, linea politica, alleanze. Il Consiglio federale mi ha ribadito all’unanimità dei presenti la fiducia nel mio ruolo di segretario, ma come ho detto ieri voglio che sia il Congresso che rappresenta tutti militanti, tutti i sindaci, tutti i territori ad avere l’ultima parola. Conto e aspetto che si candidi qualcun altro». Così Matteo Salvini al termine del consiglio federale del partirto convocato per definire le modalità dell’assise straordinaria annunciata dal segretario del Carroccio a Pontida.
Salvini: congresso entro un mese, spero a Milano
Non c’è ancora una data e un luogo. «Ho chiesto di fare in fretta, quindi entro un mese al massimo, perché con la legge di bilancio, le guerre, il caro benzina, il caro gas, non è che possiamo andare avanti così – ha aggiunto Salvini -. Non c’è una data perché c’è la commissione regolamento che deve estendere il regolamento, perché non siamo un partito di plastica, abbiamo decine di migliaia di iscritti, abbiamo delle regole, fortunatamente abbiamo quasi mille fra sindaci e vicesindaci. Non c’è un luogo. Fatemi dire che da milanese mi piacerebbe farlo a Milano».
Congresso elettivo, maggioranza dei delegati pro-Salvini
Congresso elettivo dunque, non solo programmatico. Salvini ha ricordato nel punto stampa di essere stato nominato dal congresso dello scorso anno segretario fino al 2029. E che la scelta di rimettere di fatto il suo mandato per chiedere la fiducia non era scontato. Anche se sull’esito non sembrano esserci dubbi. A votare saranno gli stessi delegati che lo hanno incoronato per acclamazione a Firenze nell’aprile 2025. E la maggior parte gli è ancora fedele. Se il segretario, come pare probabile, presenterà una sua mozione, sarà basata sulla linea ripetuta dal segretario sul palco di Pontida: «Autonomisti in Italia, patrioti e sovranisti in Europa, per evitare che l’autonomia che portiamo a casa in Lombardia» e in Italia «venga espropriata dai burocrati di Bruxelles».
Le mosse possibili della fronda nordista
La domanda ora è: cosa farà la fronda nordista? E’ rimasta spiazzata dalla mossa di Salvini. Al consiglio federale sono finiti sotto processo il capogruppo al Senato e leader della Lega Lombarda Massimiliano Romeo e il governatore della Lombardia Attilio Fontana, che nelle scorse settimane si sono esposti pubblicamente nelle critiche a Salvini. Romeo non ha partecipato al voto sulla fiducia a Salvini (uscendo prima asserendo che il voto non era all’ordine del giorno). Fontana (che non è membro di diritto in quanto presidente di Regioone) non aveva diritto di voto. Erano assenti per impegni istituzionali Luca Zaia (in Armenia) e Massimiliano Fedriga. Difficile ipotizzare che l’ex Doge Luca Zaia, il candidato con maggiore consenso personale, scenda in campo. Almeno a questo giro. L’ipotesi non è esclusa a priori da Romeo. Ma la strategia sarà decisa insieme. Tra le ipotesi quella di presentare una sua mozione alternativa per ufficializzare la posizione di minoranza nel partito. Una mozione che punterà alla nascita di un partito federalista sul modello bavarese della Csu-Cdu (con tre articolazioni territoriali interregionali: Nord, Centro, Sud), con un rilancio della questione settentrionale.
