La critica e i giocatori non hanno dubbi: The Lonesome Guild è un vero e proprio gioiello della produzione videoludica nostrana. L’opera, sviluppata dal talentuoso team torinese Tiny Bull Studios e pubblicata da Don’t Nod, ha appena fatto il pieno di spettatori e applausi conquistando il riconoscimento più importante del settore in Italia.
Durante l’edizione degli Italian Video Game Awards, la cerimonia organizzata da IIDEA per premiare le eccellenze dello sviluppo italiano ha incoronato il gioco con il premio più prestigioso: il Best Italian Game (Miglior Gioco Italiano dell’Anno). A dimostrazione di come sia riuscito a fare breccia non solo tra i giurati ma anche nel cuore degli appassionati, il titolo si è portato a casa anche il Community Spotlight Award, il premio assegnato direttamente dal pubblico. The Lonesome Guild conferma il buon momento dello sviluppo italiano.
Ambientato nel mondo di Etere, minacciato da una nebbia chiamata Solitudine, il gioco mette il giocatore nei panni di Ghost, uno spirito senza memoria che guida una compagnia di personaggi animali tanto originali quanto fragili. La vera forza dell’opera sta nel modo in cui intreccia gameplay e narrativa: i poteri crescono insieme ai legami tra i protagonisti e la cooperazione diventa una meccanica centrale, non solo un tema della storia.
Le recensioni della stampa specializzata e degli utenti sono Molto Positive (con una media del 96% di gradimento su Steam).
Visivamente colorato e ricco di personalità, sostenuto da una colonna sonora delicata e da una scrittura sorprendentemente matura, The Lonesome Guild racconta l’amicizia e la vulnerabilità senza retorica. Qualche limite emerge nella gestione dell’inventario e in alcuni enigmi meno ispirati, ma il risultato finale resta di grande qualità. Di buono ha che non cerca di stravolgere i canoni del genere con la forza bruta o con budget da capogiro, ma sceglie di “umanizzarlo”. È una fiaba moderna sulla forza dell’amicizia che vi accompagnerà a passo lento. Un premio come Best Italian Game ampiamente meritato. Un gioco che non punta sulla spettacolarità, ma sull’empatia. E proprio per questo lascia il segno.

