WhatsApp mette mano alle chat di gruppo. E prova a risolvere tre piccoli problemi della vita digitale: farsi ascoltare da tutti, decidere senza convocare un’assemblea condominiale e creare nuovi gruppi senza perdere tempo tra contatti e spunte.
Gli aggiornamenti partono oggi e riguardano sondaggi, notifiche collettive e creazione delle conversazioni. L’obiettivo dichiarato è aiutare le persone a organizzarsi più facilmente. Una missione tutt’altro che marginale per una piattaforma che rivendica oltre 3 miliardi di utenti nel mondo e più di 100 milioni negli Stati Uniti. In pratica, una parte consistente del pianeta passa da lì per scegliere una pizzeria, fissare una riunione o ricordare ai genitori che domani serve il grembiule blu.
La novità più visibile si chiama **@tutti**. Permette di avvisare in un colpo solo tutti i partecipanti di una chat di gruppo, senza doverli citare uno alla volta. È il megafono digitale del gruppo: utile per una comunicazione urgente, per uno spostamento di orario, per un messaggio di lavoro o per l’ennesimo cambio di programma prima di una festa.
WhatsApp ha inserito però un freno. Nei gruppi con più di 32 partecipanti, la funzione potrà essere utilizzata soltanto dagli amministratori. Una scelta comprensibile: con decine o centinaia di persone, il rischio è trasformare ogni notifica in una sirena d’allarme. E quando tutto è urgente, di solito non lo è più niente.
Cambiano anche i sondaggi, uno degli strumenti più semplici e più usati per prendere decisioni collettive. Arrivano tre funzioni. La prima consente di fissare un orario di chiusura delle votazioni. Il sondaggio avrà quindi una scadenza, come una gara o un’offerta online. Finito il tempo, si contano i voti e si decide.
