Storie Web domenica, Maggio 3

Nel corso degli anni i tatuaggi si sono evoluti. «I tatuaggi oggi sono spesso più estesi, più complessi, più ricchi di pigmenti e colori, e questo pone nuove questioni dermatologiche. Più superficie tatuata significa maggiore esposizione ai pigmenti, ma significa anche, in alcuni casi, maggiore complessità nel controllo della pelle – aggiunge -. Un tatuaggio molto esteso può rendere più difficile osservare nei o lesioni pigmentate. Inoltre c’è un aspetto poco noto: il tatuaggio non è semplicemente colore sulla pelle, ma una procedura invasiva che introduce pigmenti nel derma, e studi hanno mostrato che una quota di particelle può migrare anche ai linfonodi». Ci sono poi gli accorgimenti e i suggerimenti del direttore della scuola di specializzazione in dermatologia: «Il primo accorgimento è scegliere solo studi autorizzati e professionisti qualificati. Il secondo, che per me è molto importante, è evitare di tatuare sopra un neo o una lesione pigmentata. Se si hanno molti nei, o si pensa a un tatuaggio molto esteso, una valutazione dermatologica preventiva può essere una scelta molto utile. È importante chiedere informazioni sugli inchiostri utilizzati, seguire attentamente le indicazioni di after-care e proteggere il tatuaggio dal sole. Sono accorgimenti semplici, ma fanno una grande differenza». Quanto ai consigli,: «Direi tre cose – conclude il docente -. Primo: non scegliere solo il disegno, scegliere bene il professionista. Secondo: non tatuare aree con molti nei senza averle fatte valutare. Terzo: considerare il tatuaggio non solo come gesto estetico, ma come una scelta che riguarda anche la salute della pelle. Un tatuaggio ben pensato è anche un tatuaggio fatto con consapevolezza».

Uno sguardo all’Europa

Il fenomeno è in crescita anche in altri Paesi europei, con caratteristiche e regolamentazioni diverse.

In Francia, tatuaggi e piercing sono sempre più diffusi: già nel 2017 il 14% della popolazione aveva almeno un tatuaggio, percentuale che saliva al 27% tra gli under 35 (era il 10% nel 2010). La normativa è piuttosto rigorosa soprattutto per i minori, per i quali è necessario il consenso di un genitore o tutore, che deve essere documentato e conservato per tre anni. Le autorità sanitarie francesi sottolineano inoltre i rischi legati alla pratica: infezioni batteriche e virali, inclusi epatite B, epatite C e HIV, che possono essere prevenuti solo attraverso rigorose misure igieniche. La regolamentazione limita anche l’uso di alcune sostanze negli inchiostri per ridurre i rischi tossici.

In Spagna, invece, il tatuaggio è ormai una pratica ampiamente accettata: nel 2021 il 75% degli intervistati dichiarava di avere almeno un tatuaggio e il restante 25% si diceva intenzionato a farne uno. Il Paese conta tra 2.800 e 3 mila studi registrati, concentrati soprattutto in Andalusia, Catalogna e Comunità Valenciana, con costi medi tra 80 e 150 euro l’ora. La regolamentazione è però frammentata, affidata alle singole regioni, anche se esistono norme nazionali e europee sugli inchiostri, come il regolamento Ue che limita l’uso di sostanze cancerogene o tossiche.

Gli studi devono rispettare requisiti stringenti in termini di igiene, sterilizzazione e formazione del personale, ma i controlli possono variare da regione a regione. Resta inoltre il problema dell’abusivismo: operatori senza licenza che lavorano in ambienti privati, alimentando preoccupazioni per la sicurezza. Un’indagine dell’Organizzazione dei consumatori (OCU) ha evidenziato criticità anche sull’uso degli inchiostri, rilevando che molti studi continuano a utilizzare colori non autorizzati.

Condividere.