Sono attesi a breve i primi esiti, parziali, degli accertamenti esteri, in Spagna e in Uruguay, chiesti dalla Procura Generale di Milano nel supplemento di indagine sul caso della grazia chiesta e ottenuta da Nicole Minetti dopo che si sono addensati dubbi sulla veridicità degli atti corredati all’istanza e sospetti sul fatto che l’ex igienista mentale di Silvio Berlusconi, condannata a 2 anni e 10 mesi per sfruttamento della prostituzione nel caso Ruby e a 1 anno e 1 mese per la Rimborsopoli lombarda, non abbia tagliato i ponti con la vita precedente.
I magistrati fanno il punto sul caso
Già lunedì 4 maggio, sul versante milanese, la Procuratrice Generale, Francesca Nanni, e il sostituto pg, Gaetano Brusa, faranno il punto della situazione. Le verifiche, di cui è stata delegata l’Interpol, riguardano l’atto di adozione – di cui si vuole la copia originale – del bimbo da parte di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani, e la procedura seguita. Si vuol capire se davvero i genitori biologici del bimbo, peraltro malato, lo abbiano abbandonato all’Inau, l’ente delle adozioni del Paese sudamericano, e se la madre in particolare abbia fatto perdere le proprie tracce. Lo stesso vale riguardo alla morte, per un incidente domestico, dell’avvocatessa tutrice del minore: è stata trovata in casa carbonizzata con il marito.
Inoltre, uno dei punti nodali, dell’indagine supplementare condotta attraverso rogatorie estere, riguarda, oltre a una riverifica di eventuali procedimenti penali a carico della 41enne – che risulta non avere alcun debito con la giustizia, se non quello per cui ha ricevuto la clemenza, e nessuna iscrizione come indagata – ed anche dei suoi spostamenti tra la residenza uruguayana di Punta de l’Este, la villa a Ibiza, Milano, Roma e pure Boston per le cure del piccolo. Punto fondamentale, infine, accertare che abbia davvero preso le distanze dalla vita precedente, con una «seria volontà di riscatto sociale».
La procura generale potrebbe ribaltare il parere
Qualora da queste nuove verifiche, per altro chieste dal Colle, dovessero emergere elementi “sfavorevoli” o comunque dei dubbi sulla veridicità di quanto sostenuto nella proposta di grazia, la procura Generale, probabilmente rivedrà e ribalterà il parere.
Nordio farà causa a Ranucci per le dichiarazioni sul ranch
Intanto il Foglio ha scritto che il ministro della Giustizia Carlo Nordio promuoverà nei prossimi giorni un’azione risarcitoria in sede civile nei confronti del giornalista Sigfrido Ranucci, per le dichiarazioni rilasciate dal conduttore di Report al programma “È sempre Cartabianca”, su Rete 4, sulla possibile presenza del ministro nel ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, in Uruguay. Il Foglio cita fonti qualificate del ministero. Nell’istanza di risarcimento – spiega il Foglio – si farà riferimento al danno alla reputazione e all’immagine del Guardasigilli prodotto dalla diffusione di notizie non ancora verificate, in violazione del Codice deontologico dei giornalisti italiani, che prevede l’obbligo per i giornalisti di verificare l’attendibilità delle informazioni raccolte prima di diffonderle. Le somme eventualmente ottenute all’esito dell’azione risarcitoria saranno devolute in beneficenza. «Una nostra fonte avrebbe visto il ministro Nordio nel ranch di Cipriani in Uruguay a marzo. Se fosse vero, è una notizia. Stiamo verificando», ha affermato martedì scorso il conduttore di Report ospite del programma di Bianca Berlinguer. Il riferimento è alla vicenda della grazia concessa a Nicole Minetti, compagna di Cipriani. Pochi minuti dopo il ministro Nordio è intervenuto telefonicamente in diretta per smentire la ricostruzione ipotizzata dal conduttore di Report. «I primi di marzo di quest’anno ero impegnato in campagna elettorale per il referendum», ha spiegato.
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