Il solare continua a battere record su record, ma nessuno se ne accorge. Dopo aver superato la soglia dei 100 gigawatt nel 2012, il mondo ha impiegato 10 anni per arrivare a un terawatt di potenza solare installata. Nell’autunno del 2024, dopo meno di tre anni, aveva già installato il secondo terawatt, una capacità sufficiente a soddisfare l’intero fabbisogno energetico degli Stati Uniti nei momenti di picco dei consumi. Neanche due anni dopo, il mese scorso, è stata superata la soglia dei 3 terawatt. E la curva di crescita è destinata a impennarsi ancora. Per Solar Power Europe il raddoppio a sei terawatt avverrà già nel corso del 2030 e in base alle stime di Bloomberg New Energy Finance nel 2032 l’energia del sole genererà più elettricità del carbone a livello globale. Solo nel 2025, il solare ha generato 2.780 terawattora di elettricità, la stessa quantità che si produce bruciando 540 miliardi di metri cubi di gas, equivalenti a cinque anni di forniture di Gnl attraverso lo stretto di Hormuz.
Il calo dei prezzi
Questa rivoluzione non è trainata da ambizioni ecologiste, bensì dal calo dei prezzi e dai progressi delle tecnologie pulite. Già nel 2020 la Iea definiva il solare come «la fonte di energia elettrica più economica della storia», e oggi i costi sono scesi ulteriormente. In base agli ultimi dati, il prezzo dei pannelli è calato del 95% dal 2007, rendendo il fotovoltaico la fonte più economica di nuova generazione elettrica non solo rispetto alle fonti fossili, ma anche ad altre fonti rinnovabili, come l’idroelettrico o l’eolico. In parallelo, il costo dei sistemi di accumulo è crollato del 93% dal 2010, facilitando l’accoppiata pannelli + batterie. E i prezzi continuano a scendere, anche grazie all’export cinese delle eccedenze, soprattutto verso l’Africa.
Inoltre, a differenza di quanto accade per l’elettricità da gas, i prezzi del kilowattora solare non subiscono impennate a causa di conflitti come la guerra in Iran. Una volta installati i pannelli, l’energia quotidiana è gratuita e alcune abitazioni arrivano anche a produrre un surplus da rivendere alla rete.
Aumento di efficienza delle celle
Da qui il circolo virtuoso che consente al solare di crescere a doppia cifra da vent’anni, godendo di sempre maggiori economie di scala, che a loro volta lo rendono ancora più competitivo. Oltre alle economie di scala nella produzione e nell’installazione, ci sono gli aumenti di efficienza delle celle: in un solo decennio, si è passati da moduli che non andavano oltre il 17-18% a quelli attualmente sul mercato che raggiungono efficienze di conversione anche del 23-24 per cento. Per non parlare dei progressi in arrivo, che promettono efficienze del 26-27 per cento. Merito dell’incessante lavoro della ricerca: secondo l’European Patent Office, le invenzioni in campo fotovoltaico sono aumentate di oltre 17 volte negli ultimi tre decenni.
Tecnologie in campo
Nel corso degli anni, i wafer di silicio sono diventati sempre più sottili, riducendo il peso e l’estensione dei moduli necessari per produrre la stessa energia, ed è calato l’uso dell’argento nelle celle, riducendo i costi. Sono nati i moduli bifacciali, capaci di assorbire luce da entrambi i lati della cella, aumentando così l’efficienza senza incidere molto sui costi.












