BERLINO – Dal PC da gaming che sta in due mani alla workstation AI da tenere sulla scrivania, passando per notebook 3D, ultraleggeri, monitor da 1.000 Hz e persino un monopattino Predator. Acer approfitta della tradizionale cornice di IFA 2026 per presentare a Berlino una delle line-up più eterogenee degli ultimi anni, nella quale il tipico pc rappresenta ormai soltanto una parte dell’offerta.
Il filo conduttore è soprattutto quello della specializzazione: Il “computer” non fa più le solite cose (un po’ di tutto, più o meno velocemente), ma lascia sempre più spazio a dispositivi costruiti attorno a utilizzi precisi: gaming competitivo, AI locale, lavoro in mobilità, produttività ibrida, creazione di contenuti e così via. E proprio l’intelligenza artificiale mostra forse meglio questa evoluzione, perché Acer propone macchine profondamente differenti a seconda che si voglia semplicemente utilizzare l’AI oppure eseguire localmente modelli e agenti complessi.
Il gaming diventa sempre più portatile
La parte più pop degli annunci parte dal Predator Atlas 7, un pc Windows da gaming da tenere in mano con schermo da 7 pollici che riduce le dimensioni rispetto all’Atlas 8. L’obiettivo è offrire un’alternativa ancora più portatile alle console tradizionali senza rinunciare all’accesso al catalogo PC e a Xbox Game Pass, ma bisogna ricordare che l’età media dei giocatori sta crescendo e che oltre una certa età la dimensione degli schermi deve tornare a crescere.
Ancora più curioso è Project DualPlay Mini, per ora soltanto un concept che riprende un formato già visto in passato, ma che non ha sfondato. Si tratta di un dispositivo capace di trasformarsi da handheld a piccolo notebook attraverso un meccanismo di ribaltamento e rotazione dello schermo svela una tastiera fisica. In modalità console si gioca con i controlli tradizionali; ruotando lo schermo emerge invece la tastiera e il dispositivo diventa un mini PC, collegabile anche a un monitor esterno. È un esperimento interessante perché parte da un bisogno di gaming e strizza l’occhio a chi usa il pc in mobilità.
Un notebook che trasforma il 2D in 3D
Sempre a metà strada tra gaming e creazione di contenuti si colloca Aspire G 3D 16. Anche lui ripropone approcci già visti in passato, ma ripensandone l’uso in maniera più pragmatica. La sua peculiarità è quella di sfruttare due videocamere sulla cornice per seguire gli occhi dell’utente e calibrare il display in tempo reale in modo da mostrare immagini 3D senza usare occhialini dedicati. Il software incluso può anche convertire foto, video e altri contenuti 2D in immagini tridimensionali, ma è nei giochi che, ovviamente, il beneficio è più marcato, con una maggiore separazione tra gli elementi di primo piano, sfondo e oggetti della scena. Oltre ai giocatori, anche designer, tecnici CAD e creator potrebbero trovarlo molto interessante.












