Una telecamera che cerca gli spazi tra i denti
Il cuore di CameraJet è quella che Dyson chiama Gap Optical Targeting.
Una piccola videocamera con lente macro osserva la superficie dei denti 28 volte al secondo. L’algoritmo riconosce uno spazio interdentale, ne calcola la posizione e, entro 100 millisecondi, attiva un getto di collutorio. In pratica lo spazzolino guarda dove sta andando mentre lo usiamo. È una specie di sistema di assistenza alla guida applicato ai molari.
Il paragone automobilistico non è poi così azzardato. Il software deve continuamente interpretare immagini che cambiano, prevedere dove sarà il bersaglio un istante dopo e comandare un attuatore. Cambiano le velocità e il paesaggio, naturalmente: invece dell’autostrada ci sono incisivi e gengive.
Il getto è un altro elemento su cui Dyson insiste molto. Gli idropulsori tradizionali usano spesso un flusso molto sottile. Secondo i test dell’azienda, questo può perforare lo strato di placca senza necessariamente staccarlo completamente. Dyson ha quindi progettato un getto più largo, conico, pensato per distribuire l’acqua su una superficie maggiore e lavorare a pressione inferiore.
Come è stato immaginato
Per studiarlo, l’azienda racconta di avere sviluppato insieme alla Facoltà di Odontoiatria della National University of Singapore una sostanza artificiale capace di imitare la placca. La collaborazione è durata cinque anni. È un dettaglio molto Dyson: prima si costruisce il problema in laboratorio, poi si passa anni a sparargli addosso acqua.







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