Ad agosto 2026, comunica l’Istat, l’inflazione balza a +0,5% su base mensile e a +3,3% su base annua (da +2,9% del mese precedente). Le previsioni degli analisti stimavano un +3,4% annuo. Si tratta del dato più alto da settembre 2023. A pesare è il caro carburante: l’aumento dell’inflazione riflette principalmente l’andamento dei prezzi degli Energetici, sia non regolamentati (da +11,4% a +16,9%) sia regolamentati (da +14,8% a +18,8%); di contro, decelerano i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +0,9%).
Il peso del caro carburanti
Nel mese di agosto l’“inflazione di fondo”, calcolata al netto dei prodotti più volatili, cioè degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta lievemente (da +1,6% a +1,5%) così come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,8% a +1,7%), a testimoniare che per il momento i rincari dei carburanti ancora non si è trasmesso agli altri prodotti. Anche la variazione mensile dell’indice generale riflette soprattutto l’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+3,2%) e non regolamentati (+2,8%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,4%), degli Alimentari lavorati (+0,4%) e dei Beni durevoli (+0,3%). L’inflazione acquisita per il 2026 (quella che si avrebbe se l’indice del costo della vita restasse fermo al livello di agosto per la restante parte dell’anno) è pari a +2,9% per l’indice generale e a +1,9% per la componente di fondo (Banca d’Italia il 17 luglio scorso stimava un inflazione 2026 al 3,1%).
Il carrello della spesa
Ad agosto il tasso di variazione annuo dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” (i Beni alimentari, per la cura della casa e della persona) si mantiene stabile (a +1,0%), non risentendo immediatamente del caro carburanti. Mentre quello dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto aumenta (da +3,4% a +4,3%).












