La Procura di Bologna ha aperto ufficialmente un fascicolo con 12 indagati per gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine andati in scena la sera del 20 luglio, come protesta per la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne morto il giorno prima nel rione Pilastro durante un fermo della polizia. L’indagine è affidata al pm Stefano Dambruoso e gli indagati sono accusati, a vario titolo, di resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento.
Tra questi c’è anche il 20enne che venne arrestato durante i disordini e poi rimesso in libertà il giorno successivo con un divieto di dimora nella Città metropolitana di Bologna su decisione della giudice Claudia Gualtieri, all’esito dell’udienza della convalida. Per lui il processo comincerà il 9 settembre.
In giornata l’avvocato Gabriele Bordoni, che assiste i due poliziotti iscritti nel registro preliminare 45 bis per la morte di Fakir, presenterà una istanza alla Procura di Bologna per chiedere di valutare di estendere la consulenza informatica (sotto forma di accertamenti irripetibili) già disposta dai pm sul cellulare del 42enne marocchino, anche ai video acquisiti dagli investigatori sulla vicenda.
Si tratta di una quindicina di video, tra cui anche il filmato della bodycam di uno dei due poliziotti, che dura una quarantina di minuti. Secondo Bordoni una consulenza sui video consentirebbe di collocare cronologicamente le immagini, in maniera da fare sostanzialmente una storia filmata dall’inizio alla fine, migliorandone la qualità ottica e l’audio. L’incarico per affidare la consulenza sul cellulare all’ingegnere informatico Giuseppe Ferraro è già in programma per domani mattina, e in quell’occasione la Procura deciderà anche sull’istanza presentata da Bordoni.
In risposta alla richiesta di affidare le indagini sulla morte a un altro corpo di polizia, diverso dalla squadra Mobile, la Procura di Bologna fa intanto sapere che «la garanzia migliore per la terzietà e la distanza tra i fatti e chi indaga sia il coordinamento dei Pm» che sono appunto «garanzia di terzietà delle indagini, che vengono seguite da un pool di magistrati», il pm Domenico Ambrosino e la Francesca Arienti, insieme alla procuratrice aggiunta Morena Plazzi. Proprio ieri il legale che assiste i familiari di Fakir, Fabio Anselmo, aveva fatto sapere di aver chiesto alla Procura «che gli accertamenti» sulla morte del 42enne marocchino, deceduto il 19 luglio durante un intervento della polizia, fossero «affidati a un altro corpo investigativo».
