Il vero limite sono i 12 GB di RAM
Guardando alla famiglia dei fold, la configurazione base offre 12 GB di RAM e 256 GB di archiviazione. Anche il modello da 512 GB mantiene 12 GB. Soltanto la versione da 1 TB, venduta a 2.899 euro, sale a 16 GB.
Dodici gigabyte sono più che sufficienti per quasi tutte le attività attuali. Il punto riguarda la durata del prodotto e l’evoluzione dell’Ai locale.
I modelli linguistici eseguiti direttamente sul dispositivo occupano memoria. Più diventano complessi, più chiedono spazio per parametri, contesto e applicazioni aperte. La RAM è il piano di lavoro di una cucina: dodici gigabyte permettono già di preparare una cena elaborata, ma Samsung sta vendendo anche il ristorante.
Su una macchina orientata al multitasking e agli agenti intelligenti, 16 GB di serie sarebbero stati coerenti con il nome Ultra e con il prezzo. Soprattutto perché la memoria non può essere aggiunta dopo l’acquisto.
Quindi…
Il Galaxy Z Fold8 Ultra segna la maturità ingegneristica dei pieghevoli Samsung. Riduce la piega, migliora l’apertura, aumenta la batteria, accelera la ricarica e conserva un peso ragionevole. Lo schermo è luminoso, il multitasking è il migliore argomento commerciale e le funzioni di intelligenza artificiale iniziano a sfruttare davvero il formato.
Restano tre contraddizioni: il teleobiettivo è modesto, i 12 GB di RAM della versione base sono poco “Ultra” e il caricabatterie manca dalla confezione.
Poi c’è il prezzo. 2.299 euro non sono un dettaglio della scheda tecnica. Sono una caratteristica del prodotto, forse la più evidente. Il Fold8 Ultra è un piccolo computer che si chiude in tasca, ma costa quanto un ufficio digitale quasi completo.
Dopo una settimana, richiuderlo continua a essere sorprendente. Come anche il prezzo.
