Storie Web mercoledì, Aprile 15

Le pressioni e i timori per ulteriori rincari delle bollette di luce e gas e dei carburanti spingono Matteo Salvini a ipotizzare con il collega Giancarlo Giorgetti “soluzioni” per famiglie e imprese tra cui “il blocco del conto delle bollette”, cioè fermare gli aumenti scattati dal 27 febbraio, al pre-guerra in Iran “per tutto il 2026”.

Benzina e gasolio

Stessa cosa per benzina e gasolio. Azzerare gli aumenti è roba da decine di miliardi di euro, ed è la strada che scelse il governo nel 2022-2023 dopo lo scoppio della guerra in Ucraina che ’costò’ intorno ai 90 miliardi, ricorda il presidente di Nomisma energia Davide Tabarelli secondo cui si tratta dunque di “tagliare le tasse e aumentare il debito pubblico”.

Patto di stabilità

Quindi derogare al Patto di Stabilità su cui al momento Ursula von der Leyen ha posto il veto. Ma “la situazione economica per milioni di italiani rischia di diventare sempre più complicata” rincara il leader leghista, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e lo urla in Europa: l’Ue “a noi chiede rigore” ma “la situazione è delicata. O Bruxelles se ne accorge, o la sveglia gliela suoniamo noi” avverte intervistato da Rtl. “Se si può derogare tutti insieme al Patto di stabilità, bene così. Altrimenti – aggiunge – saremo costretti a procedere da soli, e voglio vedere se qualcuno aprirà un’infrazione se oseremo aiutare le imprese e le famiglie italiane in difficoltà visto l’aumento del costo dell’energia”.

La Francia ha superato il 5%

Peraltro, ricorda Salvini, “la Francia ha superato il 5%, noi siamo al 3”. Di questo come di revisione dell’Ets e di allentamento dei freni al rigore dei conti (“nel momento in cui il malato si aggrava, non per scelte italiane ma per il contesto internazionale, non è sostenibile”) Salvini si prepara a parlare a Bruxelles “per bloccare ogni eventuale aumento, già in corso”. “Pensate cosa sarebbe senza il miliardo di euro messo in bilancio” per il taglio delle accise, prorogato al primo maggio ma che punta a far proseguire.

Il gas russo

Il vicepremier andrà in pressing anche sui petrolieri per ottenere impegni a dare un contributo alla luce degli extraprofitti che stanno mettendo in tasca. Tutto questo dovrebbe essere spiegato anche sabato prossimo, al raduno dei Patrioti a Milano. In questa situazione di tensione, il leader del Carroccio si dice intanto d’accordo con il numero uno di Eni, Claudio Descalzi sul fatto che “non possiamo fare a meno a lungo del gas e del petrolio russo”. Punto sul quale frena Giorgia Meloni: “Descalzi è un operatore del settore, capisco il suo punto di vista, io continuo a sperare che quando il problema dovesse porsi noi saremo riusciti” a raggiungere la “pace in Ucraina”. “Ma” sul gas russo “dobbiamo fare molta attenzione a come ci muoviamo”. Sull’andamento dell’economia in generale la premier si è detta “molto preoccupata se non si riesce a riprendere e mandare avanti il round di negoziati e non si riesce a riaprire lo Stretto di Hormuz”.

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